Il recupero della cinta muraria della Cittadella di Ancona va completato in vista del 2028, quando la città sarà capitale italiana della cultura. A sollecitare l’intervento al presidente della giunta regionale Francesco Acquaroli e all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Frncesco Baldelli, come anche al sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, è un gruppo di cittadini dorici, tra tecnici, storici e appassionati di storia locale, che hanno sotto scritto e firmato una lettera. «Nel 2025 si sono interrotti, a poca distanza dal completamento, i lavori di recupero del poderoso perimetro murario della cinquecentesca Cittadella di Ancona. Come noto, il capoluogo avrà l’onore di essere capitale italiana della cultura per l’anno 2028, obiettivo tutt’altro che facile, guadagnato grazie al duro lavoro nonché al sostegno, tra gli altri, degli Enti che rispettivamente le signorie vostre rappresentano.- esordisce la missiva – Come altrettanto noto, il tessuto storico-monumentale della Città dorica presenta numerose criticità, che ragionevolmente non potranno essere purtroppo affrontate nel loro insieme e comunque non tutte entro il fatidico anno nel quale Ancona sarà sotto i riflettori nazionali. Appare pertanto logico quantomeno portare a compimento i lavori già iniziati, come quello interrottosi alla Cittadella. Questo monumento è infatti uno dei simboli della città e della regione intera, la cui immagine si era appannata nei decenni passati ma che ora, dopo i lavori ivi effettuati, sta tornando alla propria originaria prorompente magnificenza».
Questo gruppo di storici, tecnici e appassionati di storia locale, il quale ha già in passato interloquito sul tema, chiede pertanto alla Regione Marche e al Comune capoluogo «di adoperarsi affinché riprendano al più presto i il recupero della cinta muraria interrottosi lo scorso anno, al fine di completarlo entro il 2028. Chiede inoltre, come già peraltro annunciato nel 2024 dall’Assessore regionale cui è rivolta la presente, di procedere quanto prima al recupero completo dell’opera, vanto, come già detto, non solo cittadino ma anche regionale, in quanto pressoché unanimemente considerata, a livello nazionale, la seconda più importante cittadella bastionata del nostro Paese dopo la Fortezza da Basso di Firenze» conclude la lettera, confidando nell’interessamento delle istituzioni alla quale è indirizzata.
In calce alla missiva figurano le firme di 36 persone tra tecnici (A: architetti, ingegneri, …), storici dell’architettura e storia locale (B) e appassionati di storia locale (C). Di seguito i nomi dei firmatari: Mauro Tarsetti (A), Fabio Barigelletti (C), Laura Trevi (A), Giuseppe Leoni (C), Alessio Coccioli (C), Monica Prencipe (A), Roberto Galeazzi (C), Adriano Ambrogi (A), Giuseppe Marsala (A), Claudio Bruschi (B-C), Annalisa Trasatti (B), Marco Lucioli (C), Gabriella Bachetti (A), Massimo Di Matteo (A-B), Giorgio Petetti (C), Walter Paoletti (C), Simone Dubrovic (C), Vittorio Spinsanti (C), Carlo Brunelli (A), Marco Turchi (A), Giulio Petti (A), Giovanni Angelelli (A-B), Claudio Larice (A), Fausto Pugnaloni (A-B), Silvano Rossini (A), Milly Faraco (A), Stefano Galassi (C), Antonello Alici (A-B), Maria Grazia Salonna (B-C), Massimo Petrolini (C), Anna Teresa Giovannini (A), Patrizia Piatteletti (A), Stefano Pietroni (C), Pierluigi Salvati (A), Gianni Volpe (A-B), Cristiana Eusebi (C)
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