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Primarie Pd, i pesi massimi di Ancona:
«Ecco chi voto e perché»

SEGRETERIA – Il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, la sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli, e l'ex deputato Dem, Piergiorgio Carrescia spiegano le ragioni del loro sostegno rispettivamente alla mozione di Nicola Zingaretti, Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Si vota dalle 8 alle 20 di domenica
venerdì 1 Marzo 2019 - Ore 20:34
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Ultimi metri nella corsa allo scranno di Segretario nazionale del Pd. Dalle 8 alle 20 di domenica (3 marzo), iscritti e simpatizzanti voteranno per scegliere il nuovo leader che guiderà il partito nell’era «post-renziana» e a contendersi lo scettro ci sono Nicola Zingaretti, con la sua Piazza Grande, Maurizio Martina e la mozione Fianco a Fianco, e il ticket Roberto Giachetti – Anna Ascani per Sempre Avanti. Nella prima fase delle Primarie – quella dei circoli, aperta solo agli iscritti, che è stata espletata a gennaio –, la parte del leone l’ha fatta Zingaretti, che nelle Marche si è accaparrato oltre il 49% dei consensi. Ora però la consultazione si apre anche ai simpatizzanti che, muniti di due euro, potranno esprimere la loro preferenza presso i gazebo distribuiti su tutto il territorio regionale. Nella provincia di Ancona, sono 75 i seggi, di cui 15 nel capoluogo di regione, sette a Senigallia e quattro a Trecastelli. Degli 81 candidati marchigiani in corsa per i 26 posti nell’Assemblea nazionale Dem, distribuiti nelle 12 liste allegate ai tre aspiranti segretari, 27 sono della provincia dorica, nove per ognuna delle mozioni.

Abbiamo chiesto a tre pesi massimi del Pd dorico di spiegarci le ragioni del loro sostegno e queste sono le risposte di Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio regionale e primo nelle Marche a scendere in campo a sostegno di Zingaretti, Valeria Mancinelli, sindaca di Ancona e sponsor principale di Martina nella regione, e Piergiorgio Carrescia, ex deputato Dem e coordinatore della mozione Giachetti su territorio marchigiano.

Antonio Mastrovincenzo

Antonio Mastrovincenzo (capolista Piazza Grande per la provincia di Ancona) – «Il 3 marzo sosterrò convintamente la candidatura di Nicola Zingaretti perché mi ritrovo pienamente nella sua idea di un partito che metta al centro la persona, la giustizia sociale, la sostenibilità ambientale e una nuova Europa. La mozione «Piazza Grande» vuole costruire un partito inclusivo, aperto, plurale ed accogliente, che non insegua il populismo di questo pericoloso governo di destra. Zingaretti è l’unico dei tre che dica con chiarezza che il Pd ha commesso errori, cosa evidente, altrimenti gli elettori non ci avrebbero punito così pesantemente un anno fa. E dagli errori si deve ripartire, senza abiure o condanne, ma con una svolta rispetto al passato. Inoltre, fin dal primo momento, ha detto che va recuperato il rapporto con i corpi intermedi e le associazioni per ragionare sulle tematiche sociali, una tesi che ho sempre sostenuto anche io: quando il Pd si è allontanato da questi soggetti fondamentali, ha sbagliato, avendo come conseguenza gli effetti devastanti portati dall’attuale governo. Non riconoscere gli errori e una sciagura perché così facendo non si migliora mai».

Valeria Mancinelli

Valeria Mancinelli (capolista Fianco a Fianco per la provincia di Ancona) – «Ritengo che sia necessario andare avanti e non tornare indietro. Non basta limitarsi a rivendicare le cose, pur molto positive, fatte nell’ultima stagione politica guidata dal Pd, ma bisogna porsi il problema di quali insufficienze ci siano state e per le quali molti concittadini hanno smesso di condividere il nostro percorso. Va bene partire da quell’esperienza positiva, ma ne vanno superati i limiti. La mozione Martina è quella che ritengo corrisponda di più a questa visione. Zingaretti guarda indietro, come se quella stagione politica non ci fosse mai stata, e non mi convince per niente. Giachetti, invece, rivendica giustamente quanto fatto, ma si sofferma poco sulle insufficienze che pur ci sono state, altrimenti non avremmo perso così tanti voti».

Piergiorgio Carrescia

Piergiorgio Carrescia (coordinatore lista Sempre Avanti per le Marche) – «Il programma di Sempre Avanti si pone in continuità con quanto fatto nella legislatura precedente, durante la quale è stato avviato un programma di riforme da cui ripartire, migliorando gli aspetti positivi e riconoscendo gli errori. I governi Renzi e Gentiloni hanno portato l’Italia fuori da una crisi in cui il governo giallo-verde ci sta riconducendo. Inoltre, Giachetti ed Ascani sono sempre stati molto chiari quanto a prospettive – parlando di un’Italia agganciata all’Europa – e ad alleanze: mai con il Movimento 5 stelle e chiusura totale anche verso chi ha brindato alla sconfitta del Pd, e mi riferisco ai vari D’Alema, Bersani e Speranza che in questi giorni si stanno muovendo per garantire il loro endorsement a Zingaretti. Infine, la proposta di Sempre Avanti è riuscita a richiamare all’impegno politico molti giovani, come dimostrano anche i quattro capilista che abbiamo messo nei collegi marchigiani. Vogliamo ripartire dal programma di riforme di Matteo Renzi e non abbiamo paura di dirlo».

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