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Precari della scuola,
i sindacati organizzano
un flash mob di protesta

ANCONA – La mobilitazione di carattere nazionale, prevista per il 12 marzo, sarà declinata nelle Marche con una manifestazione di fronte all'Ufficio Scolastico Regionale. Cgil, Cisl e Uil: «ci sono criticità che mettono a rischio il nuovo anno scolastico»
venerdì 8 Marzo 2019 - Ore 12:48
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Foto d’archivio

 

Flash mob al grido di #nonsiamofantasmi. È l’iniziativa contro il precariato nel mondo della scuola lanciata dai sindacati per martedì 12, quando insegnanti e personale Ata si riuniranno per manifestare dalla 13:15 alle 13:45 davanti all’Ufficio Scolastico Regionale. La giornata di mobilitazione promossa da Cgil, Cisl e Uil in tutte le province italiane vuole puntare l’attenzione sulla «precarietà del lavoro che continua a rappresentare, nel mondo della scuola, una vera e propria emergenza – scrivono le sigle in una nota –, alla quale non hanno posto alcun rimedio i ripetuti interventi legislativi in materia di reclutamento di cui si sono fatti promotori maggioranze e governi di differente segno politico negli ultimi vent’anni. Arrivano quasi a 150.000 i posti coperti quest’anno da insegnanti supplenti, e la situazione – sottolineano – potrebbe farsi ancor più pesante l’anno prossimo, con i pensionamenti in più legati all’applicazione del meccanismo di quota 100». Il problema, come sottolineano i sindacati, non riguarda però solo gli insegnanti, bensì anche il personale Ata, «dove peraltro le assunzioni in ruolo sono ogni anno limitate alla sola copertura del turn over. Chiediamo di rimuovere le criticità che mettono a rischio il nuovo anno scolastico, prevedendo una fase transitoria di immissioni in ruolo per assumere gli abilitati e i docenti di terza fascia con tre anni di servizio». Tra le altre istanze, «coprire con immissioni in ruolo tutti i posti liberi, compresi quelli resi disponibili da Quota 100; ridurre i costi dei percorsi di specializzazione su sostegno e incrementare i posti disponibili, stabilizzare il personale Ata su tutti i posti vacanti e disponibili e contrastare la regionalizzazione del reclutamento del personale».

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