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Legittima difesa, presidente avvocati:
«Preoccupazione per la tutela dei diritti»

ANCONA - Così il neo presidente dell'Ordine sulla novità introdotta nel codice penale e firmata dal presidente Mattarella
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Maurizio Miranda

 

La nuova legge sulla legittima difesa «desta chiaramente qualche perplessità circa la compatibilità del nuovo assetto normativo con i principi fondamentali della Costituzione». A dirlo è il neo presidente dell’Ordine degli Avvocati di Ancona, Maurizio Miranda. «Sul punto – ha detto – – mi sento di condividere il pensiero espresso dall’Unione Camere Penali Italiane circa il fatto che la difesa legittima c.d. “domiciliare” era già presente nella riforma dell’art. 52 c.p. varata nel 2006 e che la modifica allora introdotta prevedeva comunque un rapporto di proporzionalità alla luce del quale valutare la condotta difensiva». La previsione di ritenere sempre sussistente detto rapporto quando si tratti di difendere la propria o altrui incolumità, oppure quando si tratti di respingere un’intrusione violenta «desta chiaramente qualche perplessità circa la compatibilità del nuovo assetto normativo con i principi fondamentali della Costituzione. Sarà dunque compito affidato alla sensibilità degli avvocati quello di fare la giusta luce sul nuovo istituto, come pure dei magistrati ai quali è affidato il compito di scrutinare l’effettiva sussistenza dello stato di grave turbamento, previsione che comunque sembra ampliare in maniera forse eccessiva il perimetro della difesa legittima».

 

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