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Addio al maestro Zeffirelli
Il ricordo del baritono Vittorio Vitelli
Girò il film su San Francesco tra i Sibillini

IL CANTANTE ascolano venne diretto dal maestro in occasione dell'Aida andata in scena alla Scala di Milano nel 2006: «Durante le prove mi interruppe per due volte. Carattere particolare ma regista unico». Nel 1972 ambientò a Castelluccio parte di "Fratello sole, sorella luna"
sabato 15 Giugno 2019 - Ore 17:55
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di Luca Capponi

«Era l’ultimo grande regista classico, aveva un senso estetico e storico unico, capace di comprendere al volo la differenza tra attore e cantante lirico: con Zeffirelli se ne va un modo di fare teatro che non esiste più». Le parole del baritono ascolano Vittorio Vitelli arrivano a poche ore dalla scomparsa del maestro, avvenuta nella mattinata di sabato 15 giugno nella sua abitazione di Roma, all’età di 96 anni.

Franco Zeffirelli

Vitelli, uno che nel corso della carriera ha camminato fianco a fianco coi giganti della lirica girando il mondo (attualmente si trova a Tel Aviv per “Simon Boccanegra”), aveva incrociato la strada di Franco Zeffirelli nel 2006, quando l’Aida diretta da Riccardo Chailly sancì il ritorno sul prestigioso palco della Scala di Milano del regista fiorentino. Vitelli, in quella occasione, vestiva i panni di Amonasro. «Durante le prime prove -racconta- mi bloccò all’istante sostenendo che non potevo essere il padre di Aida e dicendo che quel ruolo sarebbe stato mio “tra 30 anni”. Passò subito alla parte successiva senza neanche farmi cantare. Stessa cosa il giorno successivo, quando però ebbi il coraggio di rispondergli. Secondo lui non ero credibile nel ruolo di Amonasro per via della mia non-imponenza fisica. Riuscii però a portare a termine le prove e quando lo rincontrai nel backstage mi disse: “Di dove sei tu?”. Io risposi di Ascoli e lui: “Gran brutto posto, non ci sono mai stato ma già dal nome non mi piace”».

Vittorio Vitelli

«Ovviamente -aggiunge Vitelli, che poi ebbe la parte- disse quella frase per provocarmi e non perchè ce l’avesse con Ascoli. Era un personaggio sui generis, artista unico, noto anche per gli screzi; ricordo quelli con Riccardo Muti e Mel Gibson. Al cinema l’ho amato per film quali “La bisbetica domata” e “Romeo e Giulietta” così come nel “Gesù di Nazareth” televisivo».
A proposito di cinema, tra le curiosità che idealmente lo legano al territorio Piceno c’è anche quanto avvenne nel 1972, ai tempi di “Fratello sole, sorella luna”, film basato sulla vita e sulle opere di San Francesco d’Assisi. Molte scene vennero girate nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, precisamente a Castelluccio di Norcia, al confine tra Marche ed Umbria, dove Zeffirelli ricostruì la chiesetta edificata da Francesco di cui oggi è purtroppo rimasto solo un rudere. Anche Claudio Baglioni, che cantò il brano omonimo della colonna sonora, si innamorò di Castelluccio tanto che in seguito è tornato in loco diverse volte sia per suonare che per ambientarci alcuni suoi videoclip.

Una sequenza di “Fratello sole, sorella luna” girata a Castelluccio

Il rudere oggi (foto Vagnoni)

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