facebook rss

Via Rupi Comunali,
una cartolina stracciata dal degrado

ANCONA - Mura e scalinate crepati e pericolanti, selciato sconnesso, erbacce infestanti ovunque, sporcizia, topi, accessi ad un archeosito disastrati accanto al Palazzo degli Anziani, sede del Municipio. L’Acu Marche scrive alle istituzioni: «Provvedimenti urgenti per la sicurezza e il decoro pubblici» in pieno centro storico
venerdì 21 Giugno 2019 - Ore 14:23
Print Friendly, PDF & Email

Panoramica delle Rupi

 

di Giampaolo Milzi (foto di Giusy Marinelli)

«Qui la Mancinelli non ci passa di sicuro…». Il “qui” in questione, oggetto dell’amaro e provocatorio commento del signor Camillo Puca, è l’antico sito pedonalizzato delineato da via Rupi Comunali, che scende da piazza Stracca a piazza Dante Alighieri a ridosso del fianco sinistro di Palazzo degli Anziani, sede del Consiglio comunale e di uffici dell’amministrazione retta dalla sindaca Valeria Mancinelli. Un itinerario a zig zag, nel cuore del pieno centro storico di “Ankon Dorica”, cronicamente ridotto – con gli ambienti lungo cui si dipana – in uno stato di estremo degrado e luridume, tale da ricordare lo scenario di una millenaria rocca abbandonata da più vite di cui restano i ruderi e i fantasmi notturni. Camillo Puca, in via Rupi ci abita, al civico 5. E’ uno dei pochi ad avventurarsi in quella che non è più degna di essere definita strada pubblica. Lui, costretto a farlo, come gli altri pochi residenti e, aggiunge, «ignari turisti, qualche cittadino, magari accompagnato dal cane». Ignari, più o meno, dei pericoli cui vanno incontro regalandosi una passeggiata in quella che era fino alla dine degli anni ’80 una delle più belle e affascinanti cartoline di Ancona. Buche, avvallamenti, crepe, distacchi di muratura, erbacce infestanti da effetto “savana urbana”, sporcizia “a go go”, ratti, impianti d’illuminazione compromessi, spuntoni di ferro sporgenti, il triplice ingresso a un sito archeologico che ricorda la “location” di un film dell’orrore.

la crepa nel muro

Una cartolina strappata dall’evidente, cronica, mancanza di vera manutenzione da parte delle istituzioni competenti; tra queste le varie Amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, soprattutto, perché – ed è un doppio, vergognoso paradosso – via Rupi è di proprietà del Comune, di quel Comune che da qualche anno ha trasferito la sua massima assise, le commissioni consiliari e sedi impiegatizie proprio nella sua originaria, monumentale, bellissima sede, l’anch’esso storico Palazzo degli Anziani. Elevatosi nei secoli e il cui primo nucleo di fondazione si fa risalire addirittura alla benemerita Galla Placidia, imperatrice romana nel V secolo d.C.  Una nobile via decaduta, lo si capisce subito, imboccandola da piazza Stracca. Ecco le prime erbacce, la prima pietra dove poter inciampare ferma su un gradino; pochi metri e mattoni in serie distaccatisi dal muro privo di passamani ai quali eventualmente aggrapparsi in caso di perdita di equilibrio. Zig zag, seconda rampa. Sempre peggio. Segnata da una profonda fenditura lunga tre metri che, che ne ha fatto abbassare in parte il livello, ancora pezzi di muro distaccatisi con grossi mattoni di pietra sul selciato. Zig zag. Si arriva ad un piazzale panoramico, rigonfio, con avvallamenti e le solite crepe. Sul lato sinistro, sotto il muraglione che arriva alle ringhiere di piazza Stracca, e che prosegue verso il basso con tre magnifici arconi medievali un tempo bianchi, un altro ambiente da cartolina stracciata. Vi si accede scendendo pochi scalini, e subito sulla sinistra, all’inizio di una specie di ampio corridoio, si erge in verticale un’alta sbarra di ferro arrugginita, guai ad incapparvi. Il corridoio è iper disastrato, erbacce infestanti, lerciume, un percorso di guerra.

La scalinata rotta

Come forse non era nemmeno mille anni fa, quando da lì la guerra la si faceva davvero. I tre arconi infatti delimitano altrettanti ambienti voltati in cui a suo tempo furono, con un certo gusto, posizionati decine e decine di proiettili sferici di pietra, quelli che i difensori dell’Ancona libero Comune scagliavano con le catapulte contro i nemici che attaccavano dal mare. Nel secondo e terzo ambiente voltato le pesanti sfere sono state cementate tra loro a creare suggestive piramidi. Ma dalle volte scendono incombendo su di esse enormi fasci di vegetazione spontanea. Zig zag. Si scende, e appare la prima porta con inferriate, a chiudere uno dei lunghi ingressi alla grande area archeologica su più livelli, si cui dall’alto si può notare la parte di copertura in lamiera più devastata, bucata e cadente. Procedendo ancora verso mare, gli altri ingressi, con strutture di chiusura e tettoie, abbandonate dall’inizio degli anni ’90. Dopo che furono effettuate varie campagne di scavi (1973-1979, metà anni ’80, 1992-1994 le principali), attivate dall’emersione di resti di antiche opere edilizie avvenute in occasione dei lavori di consolidamento post-sisma della facciata orientale del Palazzo degli Anziani. Gli archeologi, alla fine, scoprirono l’esistenza di un tempietto con una cappellina, un presbiterio e alcuni vani (destinato ad uso sacro e/o a ripostiglio-magazzino), una torre spezzata da un moderno pilastro di cemento, con alla base un tratto di pavimentazione in opera spicata e rampe di scale e percorsi di camminamento che mettevano in collegamento il sito col Palazzo (incerta la datazione, tra il X e il XIII secolo, a seconda degli studiosi). Ma in pochissimi hanno potuto ammirare questo capitolo importantissimo della storia dell’Ancona Repubblica Marinara. Il signor Puca allarga le braccia: «E’ un vero schifo. Io, certo, ho telefonato in Soprintendenza. L’ultima volta due anni fa. Mi hanno risposto che non hanno i soldi né per migliorare e riparare le opere di chiusura e copertura del sito, né per riprendere gli scavi». I paradossi tornano. Perché tutta l’area solcata da via Rupi Comunali è posta sotto obbligo di tutela, con vincolo, proprio dalla Soprintendenza unica delle Marche, con sede ad Ancona, in quanto di grande valore storico, architettonico e monumentale. Tutelata? Viene da piangere… E sorride per non piangere, la signora Roberta Serafini, residente al civico 9. Lei tutto si sente fuorché tutelata. Soprattutto dal punto di vista igienico. Anconambiente, della serie “Chi l’ha vista?”. Talvolta sono i residenti a dare una pulita intorno alle loro abitazioni. Ma è ovvio, non può bastare. «Beh, per la verità – interviene il vicino di casa della signora, Camillo Puca, quelli di Anconambiente vengono per lo più quando li chiamo. E lo fanno entro un paio di giorni». E che fanno? «Secondo me si limitano a tagliare un po’ d’erbacce. L’ultima volta l’hanno fatto due settimane fa». «Ma qui c’è poco da dire, è tutto sporco e in rovina. – aggiunge la Serafini – Da queste parti i topi scorazzano. Uno m’è entrato in casa dalla finestra». E la derattizzazione? La disinfestazione? La signora ci fa vedere una targhetta adesiva appiccicata su un tubo di scolo dell’acqua piovana col nome della ditta incaricata dal Comune proprio per derattizzare e disinfestare, una volta al mese. «Dato che era da un pezzo che non venivano, una decina di giorni fa ho telefonato, si sono scusati. Mi pare d’aver capito che avevano saltato un mese, e sulle caselle della targhetta, dopo essere intervenuti, hanno barrato sia maggio che giugno».

I mattoni staccati dal muro

Mah, che sia andata o non andata davvero così, alla fine poco importa. Anche i topi si sono aggiudicati la stabile residenza in via Rupi Comunali. «Qui dove la Mancinelli non ci passa di sicuro». E invece, magari, ci dovrebbe passare, perché è lei, in qualità di sindaco, in base alla legge, a dover adottare provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili e se esistono pericoli incombenti. E’ l’Amministrazione comunale proprietaria, in base all’atto di tutela di quest’area (avente forza di legge) posto dalla Soprintendenza, a dover assicurare il mantenimento decoroso dello stato dei luoghi.  Recentemente via Rupi Comunali è stata percorsa e visionata con attenzione dai principali responsabili dell’Associazione Consumatori e Utenti – Acu Marche, Carlo Cardarelli e Fabio Amici, rispettivamente presidente e addetto al Dipartimento trasparenza, anticorruzione e qualità dei servizi. Sollecitati da segnalazioni di alcuni cittadini, hanno scritto una lettera via pec alla Soprintendente Marta Mazza, alla sindaca Mancinelli, al suo vice Sediari, all’ assessore alle Manutenzioni Foresi e alla comandante della Polizia municipale Liliana Rovaldi. Nella missiva, «preso atto dell’estremo degrado della zona circostante via Rupi Comunali (e citate le normative in materia, ndr.)», chiedono «urgenti interventi atti ad eliminarlo, a prevenire situazioni che possano recare danni o pregiudizi alle persone, a tutelare il decoro ambientale, la fruibilità e il corretto uso della pubblica via».

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X