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Via Rupi nel degrado,
il Comune corre ai ripari

ANCONA - Piazzate diverse transenne per delimitare e restringere i passaggi dei tratti prospicenti i muretti dell’antichissima strada che si tuffa da piazza Stracca in piazza Dante
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Le transenne in via Rupi Comunali

 

di Giampaolo Milzi

Via Rupi Comunali strangolata dal degrado, l’amministrazione comunale di Ancona ci ha messo una lunghissima “pezza”. Parziale bella sorpresa ieri mattina, con metri e metri di transenne di legno e striscioni di plastica bianco/rossi a delimitare – e in parte e restringere i passaggi – dei tratti prospicenti i muretti dell’antichissima via che si “tuffa” da piazza Stracca in piazza Dante. A darsi da fare gli operatori dell’Ufficio tecnico (probabilmente inviati dall’assessore alle Manutenzioni, Stefano Foresi) di Palazzo del Popolo, ovvero di Palazzo degli Anziani. Dove, paradossalmente, hanno sede Consiglio, commissioni e uffici comunali.

Il Comune, proprietario di tutta la zona costituita da rampe, scalinate, piazzaletti e discese in cui si delinea serpeggiando la strada di origini medievali – dopo 25 anni di cronica assenza di manutenzione – è stato costretto finalmente ad intervenire per un primo “step” di messa in sicurezza. A “tirargli le orecchie” con una imperativa lettera – inoltrata prima, direttamente, alla Soprintendenza unica delle Marche – il Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri (Ntpc), dopo il foto-reportage-sos pubblicato da Cronache Ancona. Una lunghissima “pezza”, un primo intervento, va ribadito. I tecnici si sono dimenticati – e si spera lo facciano al più presto – di sbarrare l’accesso alla zona realizzata in tempi più lontani (XI- XII secolo?) del sito di via Rupi. Quella dove campeggiano tre stupendi arconi in pietra, sormontati dal muraglione in cui sono integrati che arriva fino alle ringhiere di piazza Stracca. Delimitano altrettanti ambienti voltati in cui sono posizionati decine e decine di proiettili sferici di pietra, quelli che i difensori dell’Ancona libero Comune scagliavano con le catapulte contro i nemici che attaccavano dal mare. Si sono trasformati in caverne, dalle volte pendono fasci di vegetazione. Lerci e diroccati, come il corridoio calpestabile che gli scorre di fronte. Ovvio che lì vada impedito l’ingresso a passanti e turisti, il rischio di farsi male è grande, c’è perfino un’alta sbarra di ferro arrugginita che si erge dal suolo. Per il resto, passanti più tranquilli nella discesa, eliminata l’eventualità che inciampino in mattoni distaccatisi dalle mura crepate, nelle lesioni delle scalinate e dei vari tratti di selciato.

L’operazione, naturalmente, non può finire qui. L’amministrazione comunale deve redigere un progetto complessivo, e reperire i fondi in bilancio, per una ristrutturazione completa di tutto il percorso di via Rupi. Restituendole quella immagine di stupenda cartolina, con vista porto e mare, stracciata da incuria e diffusissime lesioni. Ci sono poi da tagliare quintali e quintali di erbacce, rovi e piante infestanti presenti ovunque. E va fatta pulizia, vanno ripristinate condizioni di igiene pubblica degne di una città civile. Quanto alla Soprintendenza, da decenni ha posto sotto tutela tramite vincolo avente forza di legge l’area di via Rupi perché di grande interesse storico-monumentale-paesaggistico. Anch’essa pochi giorni fa era stata chiamata in causa con lettera dai “carabinieri della cultura” riguardo il suo dovere di restituire decoro alla situazione, anch’essa vergognosa, che violenta i tre ampi e lunghi accessi che sbarrano l’ingresso al sito archeologico scavato in più fasi lungo e dentro la facciata ovest del Palazzo degli Anziani. Scavi che portarono alla luce un tempietto con una cappellina, un presbiterio e alcuni vani (destinato ad uso sacro e/o a ripostiglio-magazzino), una torre spezzata con alla base un tratto di pavimentazione e rampe di scale e percorsi di camminamento che mettevano in collegamento il sito col Palazzo (incerta la datazione, tra il X e il XIII secolo, a seconda degli studiosi). Quelle tre fasce di accesso, sbarrate dal 1994, sono una giungla, gran parte della tettoie e coperture sono spaccate, bucate, cadenti. E non finisce ancora qui. Il Ntpc è intervenuto anche a difesa della struttura con le campane in cima a Palazzo degli Anziani: le radici e i rovi delle immancabili erbacce stanno fendendo e rendendo instabile parte della muratura sopra l’orologio; una situazione di pericolo da eliminare al più presto. Un caso nel caso, oggetto di un’altra lettera inviata dai carabinieri a Soprintendenza e Comune affinché facciano il loro dovere, anche perché pure tutto il Palazzo degli Anziani è sottoposto a vincolo di tutela.

I “carabinieri della cultura” nel degrado di via Rupi Comunali

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