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Vie Ruggeri, Cambi e Fuà:
il triangolo del degrado al Q2

ANCONA - Un quartiere nuovo, ma afflitto da vecchi e cronici problemi: sporcizia, vegetazione infestante e incolta, senso d’abbandono
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di Giampaolo Milzi  (fotoservizio Giusy Marinelli)

Il cartello in pietra con inciso “Via Livio Cambi” sembra un reperto archeologico dell’Ancona romana. Totalmente ingrigito e profondamente corroso, mancante di un pezzo, col palo di sostegno e la cornice in ferro vittime della ruggine, non fa certo onore alla memoria del famoso chimico nato nella Dorica e deceduto nel 1968.

Ma tant’è, quel cartello è un po’ il simbolo di una fetta del Q2, forse la più disastrata, dell’area comprensiva anche dei rioni Q1 e Q3 in cui il capoluogo marchigiano si allunga scendendo da Brecce Bianche verso la Baraccola in direzione sud. “Quartieri nuovi”, così popolarmente chiamati, sorti appena 40 anni fa, circa, ma ancora con pochissimi servizi, fatto salvo per alcuni impianti sportivi ciclicamente sottoposti ad interventi di manutenzione. Piazza Salvo D’Acquisto a parte, coi suoi pochi negozi, un dedalo di palazzi, più o meno alti, soprattutto “a stecca”, molti, troppi simili ad alveari più che a contenitori di alloggi per cittadini, e con deficit d’impiantistica interna. Tornando alla manutenzione, strade e marciapiedi ne hanno beneficiato pochissimo, viste le lunghissime crepe e buche che segnano le prime, gli acciacchi strutturali e le erbacce che caratterizzano molti dei secondi.

Già, ma per consolazione, potrebbe notare qualcuno, c’è tanto, tanto verde. Forse troppo, per rigirare la frittata. Perché la maggior parte delle aree verdi, tra aiuole, prati, piazzette, sono ridotte in uno stato a metà tra savana e la giungla urbana. Come del resto parecchie delle altrettanto verdi e labirintiche pertinenze condominiali. Nel nostro mini tour al Q2 ci siamo concentrati ad appuntare dettagli e riflessioni su ciò che ha ferito i nostri occhi nell’area a valle di via Flavia, tra le vie Ruggeri, Cambi e Fuà. E la piazza verde di via Fuà è ormai un bosco. Dove il sottobosco è costituito da alti rovi e “anarchica” vegetazione infestante. Alberi, alcuni malati, che a volte stramazzano al suolo. “E’ successo all’inizio di quest’anno, i tecnici del Comune sono arrivati e l’hanno rimosso, l’albero morto, ma mica si sono presi cura della piazza – spiega Kumar Gorav, 21 anni, indiano, che vive con la famiglia in una delle palazzine d’edilizia popolare con appartamenti a schiera. – L’ultima volta che sono venuti a fare qualche potatura è successo un paio di anni fa”. Girando per le strade dall’aspetto di canali lunari, incontriamo tanti ragazzini. Quartieri nuovi, c’è spazio, c’è aria pulita. C’è la piscina, c’è il campo di calcio.

Ma la sporcizia e i rifiuti dilagano quasi ovunque. Quanto al campo di calcio, è anch’esso circondato da vegetazione per lo più incolta. Nel lato superiore, è costeggiato da un viottolo, qualche decennio fa, sostanzialmente pedonabile. Lungo quasi 300 metri, unisce via Cambi alla parallela via Ruggeri, all’ombra di una mega-stecca di grandi edifici (l’ennesima) e di alberi. “Ci passano i ragazzini, qualcuno più grande, ma a loro rischio e pericolo”, aggiunge la sorella di Kumar. Perché di sera e di notte non è illuminato. E soprattutto perché il percorso e quasi interamente costellato di rifiuti: cartacce e cartoni, materiale plastico di ogni tipo, assi di legno chiodate, lattine di birra vuote, bottiglie di vetro in frantumi, vecchie ciabatte, confezioni di medicinali scaduti, perfino una rete da pesca, tra gli immancabili rovi ed erbacce che hanno coperto le grosse mattonelle del viottolo che fu. E che porta i segni di resti di estemporanei bivacchi di gente sbandata.

Il sole d’estate picchia forte sul degrado, il silenzio rotto solo da qualche moto che sfreccia e dal vociare dei giovanissimi frequentatori dei già citati impianti sportivi, uno dei quali è un costante cantiere. All’ingresso della piscina un cumulo di sedie accatastate chissà da quanto accanto ai raccoglitori della raccolta rifiuti differenziata. Poco più su, in una diramazione di via Ruggeri, una Fiat Punto targata Napoli parcheggiata “in bilico”, le manca la ruota posteriore destra. Ai lati delle strade, ogni tanto, tracce di nuove piantumazioni, ma anche i resti di sfalci ammassati. Ma questi interventi istituzionali finalizzati a restituire decoro al rione risultano troppo diluiti nel tempo. Pochi uomini e mezzi. E come se si volesse risistemare qualche ettaro di macchia che sa di tropicale armati solo di un falcetto e un coltellino. Povero Q2, quartiere nuovo, ma afflitto da vecchi e cronici problemi. Povero Quartiere 2, cittadina periferica di serie B, un po’ fantasma a margine della città, alla quale l’Amministrazione comunale non s’è degnata di dare neanche un nome, cavandosela con un acronimo, due lettere, appunto, Q2.

 

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