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Aerdorica, accordo per la cassa integrazione
Ma si spacca il fronte sindacale

ANCONA – A firmare, oggi (5 agosto) in Regione, sono state Filt Cgil, Fit Cisl e Uil trasporti. Si sfila Ugl che chiede più garanzie occupazionali a palazzo Raffaello prima di tornare a parlare di ammortizzatori sociali. La cigs durerà sei mesi, con partenza dal 1 settembre, e riguarderà tutti e 78 i dipendenti (di cui 22 operai e 56 impiegati)
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Sei mesi di cassa integrazione straordinaria per i dipendenti di Aerdorica, con decorrenza dal 1 settembre. L’accordo è stato raggiunto oggi (5 agosto) negli uffici di palazzo Raffaello, ma la decisione ha spaccato il fronte sindacale. Se Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno sottoscritto il documento, l’Ugl – ad oggi il sindacato più rappresentativo nello scalo – si è sfilata perché prima di tornare a parlare di ammortizzatori sociali chiede alla Regione maggiori garanzie per la ricollocazione di eventuali esuberi. In ogni caso, Aerdorica aprirà la procedura per la cassa integrazione che riguarderà tutti e 78 i dipendenti della società gestore del Sanzio – 22 operai e 56 impiegati – con sospensione a zero ore.
«L’individuazione dei soggetti – spiega il ceo di Aerdorica, Carmine Bassetti, messo alla guida della società dal nuovo azionista di maggioranza Njord – avverrà in funzione delle specifiche e particolari attività di gestione aeroportuale effettuate dalla società, e sono previste la rotazione del personale in cigs e la gradualità, che verranno determinate in relazione alle esigenze aziendali di organizzazione e prestazione dei servizi, avendo riguardo tuttavia per i criteri di equità e fungibilità tra le varie figure professionali».
Allo stato attuale, hanno lasciato la società 15 lavoratori attraverso accordi di incentivazione all’esodo e ci sono delle trattative per ulteriori uscite incentivate – almeno cinque –, al momento sospese, che riprenderanno a partire dal 1 settembre. In sede di presentazione dell’istanza di cigs, Aerdorica ha allegato un piano di risanamento che illustra tutte le azioni da intraprendere volte a fronteggiare gli squilibri di natura produttiva, finanziaria e gestionale. In particolare verrà data attuazione alle misure contenute nel business plan connesso al piano di risanamento presentato in sede di proposta concordataria ed approvato a maggioranza dall’adunanza dei creditori nella seduta del 18 aprile scorso.
«Sono fiducioso sulla reale possibilità di ricollocamento degli esuberi – sottolinea Bassetti – e ringrazio la Regione per il lavoro fin qui svolto». L’obiettivo da centrare è quello del risparmio di 1,3 milioni di euro, e si traduce in circa 32 persone. Di queste, 15 sono già uscite con l’esodo incentivato e altre potrebbero aggiungersi da settembre, mentre alcune saranno reimpiegate nell’autolavaggio, per il quale si sta lavorando al Sanzio, o nel settore pulizie. Sarebbero circa 8/9 unità quelle che dovrebbe ricollocare la Regione, ad esempio all’interporto. I sei mesi di cigs serviranno anche a valutare la possibilità di percorrere questa strada o valutarne altre.
«Un piano industriale virtuoso e una auspicabile ripresa dell’ occupazione – commenta l’assessore regionale al Lavoro, Loretta Bravi, presente oggi alla firma dell’accordo –. Abbiamo messo in campo un piano di politiche attive mirato, volto alla ricollocazione ad personam, secondo le competenze specifiche ed i profili professionali. Lo scopo è quello di accompagnare questo passaggio che resta il frutto di un impegno titanico da parte della Regione con un ruolo chiaro, in risposta ad una problematica eredità. Le premesse sono buone».

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