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JP Industries, la Fiom torna a chiedere
il tavolo di crisi regionale permanente

FABRIANO - Dopo la nomina dei commissari e davanti alla imminente scadenza della cassa integrazione, il segretario di Ancona Pierpaolo Pullini ed il segretario generale Tiziano Beldomenico ritengono fondamentale prevedere fin dai primi giorni di Settembre un incontro con le organizzazioni sindacali
giovedì 8 Agosto 2019 - Ore 12:53
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Dopo la presentazione della richiesta di concordato preventivo in bianco, la JP Industries di Fabriano avrà tempo fino al prossimo 29 Novembre, con una possibile proroga di sessanta giorni, per presentare un piano di ristrutturazione aziendale. Così ha stabilito il tribunale fallimentare di Ancona che nel frattempo ha nominato i due commissari, Simona Romagnoli e Guido Paolucci, i pubblici ufficiali incaricati per legge di monitorare la gestione dei conti. In questa fase delicata, il segretario della Fiom di Ancona Pierpaolo Pullini responsabile del territorio di Fabriano ed il segretario generale Tiziano Beldomenico esprimono nuove preoccupazioni. «Con 6 mesi di mensilità arretrate bloccate dal concordato, la scadenza degli ammortizzatori sociali conservativi a fine anno e l’incognita di un futuro sempre più incerto, non si può dire che saranno delle buone ferie per i dipendenti della JP Industries. – commentano – La situazione finanziaria in cui versa l’azienda e l’apertura della procedura concorsuale palesano la necessità di un monitoraggio continuo della vertenza da parte istituzionale della vertenza, anche a supporto della curatela nomina dal Tribunale di Ancona».

La Fiom ribadisce la necessità di istituire un tavolo di crisi regionale permanente «in cui la vertenza JP Industries e tutto il comparto dell’elettrodomestico costituiscano uno dei focus principali, vista la valenza sociale, industriale e politica che rappresentano.- sottolineano Pullini e Beldomenico – Considerati gli scarsi risultati dell’operazione di ricerca di un partner industriale e finanziario in cui Invitalia si è impegnata per mesi, si ritiene indispensabile individuare fin da subito le forme di sostegno da poter mettere in campo, cominciando proprio dagli ammortizzatori sociali in scadenza al 31 dicembre 2019, coinvolgendo sia il MISE che il Ministero del Lavoro, monitorando costantemente le operazioni della proprietà pretendendo il rispetto di quanto dichiarato nell’incontro del 4 Luglio scorso in cui veniva assicurata la presentazione di un piano che salvaguardasse , in primis, l’occupazione nei suoi massimi livelli e garantisse il totale adempimento della situazione debitoria. Per questo risulta fondamentale prevedere fin dai primi di settembre un incontro con le organizzazioni sindacali. Per verificare che gli impegni presi vengano mantenuti, a cominciare dalla produzione, senza la quale diventerebbe davvero difficile per l’azienda sostenersi, che sarebbe dovuta ripartire già tra fine luglio ed inizio agosto e invece sembra sia destinata a slittare di almeno un mese. Non bisogna tradire le speranze del territorio e delle persone che da anni stanno aspettando di tornare in maniera definitiva al proprio lavoro, che viene sempre promesso ma mai assicurato».

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