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I 5stelle marchigiani: «Conte ineccepibile»
Pazzaglini: «Stop alla politica dei no»
Verducci: «Finisce un incubo, si svolti»

I SENATORI della nostra regione commentano la crisi di governo dopo il dibattito fiume di oltre cinque ore nell'Aula del Senato, a cui ha dato avvio la relazione dell'ormai ex premier Giuseppe Conte. Negli interventi che sono seguiti, si può leggere il futuro prossimo dell'Italia, con un gioco delle tre carte tra Lega, Movimento 5 stelle e Pd
martedì 20 Agosto 2019 - Ore 20:33
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Giuseppe Conte durante una recente visita ai cantieri della Quadrilatero

di Martina Marinangeli

La crisi di governo nazionale più atipica della storia repubblicana italiana si è consumata oggi (20 agosto) in un dibattito fiume di oltre cinque ore nell’Aula del Senato, a cui ha dato avvio la relazione dell’ormai ex premier Giuseppe Conte, che dopo una serie di attacchi frontali al fu alleato leghista Matteo Salvini, ha espresso la volontà di rassegnare le sue dimissioni al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Negli interventi che sono seguiti, si può leggere il futuro prossimo dell’Italia, con un gioco delle tre carte tra Lega, Movimento 5 stelle e Pd per costituire una nuova maggioranza di governo. Se di scopo, politica o istituzionale, non è ancora dato sapere.

Giuliano Pazzaglini, senatore leghista di Visso

Ma secondo il senatore marchigiano del Carroccio, Giuliano Pazzaglini «i giochini di palazzo tra M5s e Pd sono diventati evidenti perché si è parlamentarizzata la crisi con il passaggio in Aula, ma erano già iniziati prima e lo si evince dall’attacco frontale di Conte a Salvini». Parlando al telefono con Cronache nelle concitate ore del dibattito, spiega come «Salvini aveva responsabilmente aperto al taglio dei parlamentari e a fare la Finanziaria. Se non ci fossero stati contatti tra pentastellati e Dem, queste dichiarazioni di puro consenso sarebbero state accolte». E appoggia la decisione del leader del Carroccio di aprire la crisi ferragostana: «Dopo tutta la pazienza dimostrata e gli insulti personali che ha incassato, mi pare una scelta sensata. Quello che ha sostenuto sul fatto che ci fosse chi ha sempre detto di no è dimostrato dai fatti: il 60% delle attribuzioni al ministero dei Trasporti non è stato speso e per il terremoto ci abbiamo messo un anno per cose che si potevano fare in un mese». Tradotto: se non ci fosse stato il Movimento, l’azione del governo sarebbe stata più incisiva. Una posizione che, ovviamente non può trovare d’accordo i grillini.

La pattuglia marchigiana a 5 stelle, che stasera farà il tour de force andando ai supplementari con un incontro interno (capo politico Luigi Di Maio escluso) per fare il punto sui prossimi passi da compiere, affida a Facebook le proprie riflessioni a caldo. «Sono in Senato ed ho appena ascoltato la relazione del Presidente Conte che reputo ineccepibile – ha scritto Mauro Coltorti –. Stiamo vivendo un momento storico incredibile con una crisi di Governo innescata per meri interessi partitici e lasciando indietro gli interessi dell’intero popolo italiano».

Gli fa eco Donatella Agostinelli, che ribadisce come «il ministro dell’Interno, aprendo la crisi, abbia operato esclusivamente per interessi di parte e di partito, tradendo il senso più alto della politica che deve invece perseguire in primis il bene comune dei cittadini. Soprattutto considerando la fragilità e la delicatezza del momento economico per il Paese tutto. Avete tentato di accreditare maldestramente un governo del no e del non fare per il vostro tornaconto elettorale dopo aver intascato la fiducia sul sicurezza bis». E sull’intervento dell’ormai ex premier commenta: «Non gliele sta di certo mandando a dire. Sempre con classe. Grande presidente Conte!»

Sull’altra parte della barricata – almeno per il momento –, dai banchi dell’opposizione, il senatore Pd Francesco Verducci scrive sulla sua pagina: «Finisce oggi qui in Senato il Governo Conte. Un incubo che dura da quindici mesi, che lascia ferite enormi, difficilissime da rimarginare. L’Italia è più povera e insicura, più incupita e incattivita. Servirebbe adesso una svolta. Una progettualità che ridia speranza e fiducia. Non so se questo sarà possibile. So però che chi come Conte è stato in tutto e per tutto sodale e succube di Salvini non può aprire una fase nuova. Serve assoluta discontinuità. Il Governo Conte-Salvini-Di Maio sarà ricordato come il peggiore, quello che più ha scardinato i valori di solidarietà e inclusione su cui vivono la nostra Costituzione e la nostra Italia.

Francesco Verducci

Serve adesso un Governo che ripari quei danni». Una posizione allineata a quella del segretario del partito, Nicola Zingaretti – che frena in parte la fuga in avanti del senatore e suo predecessore Matteo Renzi – che, a dibattito ancora in corso, scrive in una nota: «tutto quello che Conte ha detto questo pomeriggio su Salvini non può che essere condiviso. Ma attenzione anche ai rischi di autoassoluzione. In questi 14 mesi, Conte è stato il Presidente del Consiglio, anche del Ministro Salvini, e se tante cose denunciate sono vere perché ha atteso la sfiducia per denunciarle? All’elenco delle cose fatte non può non seguire l’elenco dei disastri prodotti in economia, sul lavoro, sulla crescita, sullo sviluppo. Questo è il vero motivo del pantano nel quale l’Italia è finita. Per questo qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi».

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