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Astea, Massimo Scalmati
nuovo presidente del cda

OSIMO - L'imprenditore pronto a impegnarsi perchè «il gruppo possa fare un buon lavoro per dare sviluppo e una nuova linfa al tessuto del territorio» L'ex azienda municipale festeggia i suoi primi 110 anni
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da sinistra Massimiliano Riderelli Belli, direttore di Astea, Massimo Scalmati, presidente del cda di Astea e Fabio Marchetti, ad di Astea

 

Astea spa ricorda i 110 anni della sua vita con un evento dedicato alla sua storia iniziata nel 1909, il 15 settembre, quando il consiglio comunale di Osimo creò la commissione amministrativa e la sua azienda. Successivamente anche il consiglio comunale di Recanati nel 1912 deliberò la costituzione della propria azienda. La storia della aziende del territorio è proseguita fino alla definitiva fusione che arrivò nel 2003. Per andare alle radici della sua storia è stato nominato un comitato della manifestazione con esperti e storici che ne hanno ripercorso lo sviluppo e le tappe importanti. Il comitato è formato dallo storico Carlo Gobbi, ex presidente Astea, ricercatore e autore di libri sulla storia locale, da Manuela Francesca Panini, capodelegazione del Fai Ancona, che ha condotto ricerche e studi sul patrimonio artistico e culturale degli acquedotti e delle fontane e dall’architetto Carlo Zenobi. In questi giorni è stato anche nominato il nuovo presidente del Cda, si tratta dell’imprenditore Massimo Scalmati. «E’ un onore per me ricoprire questo ruolo, sicuramente non sarà un lavoro facile. L’Astea è un’azienda solida, ma dovremo perseguire piani di sviluppo efficaci – dice il neo presidente Astea – Il gruppo potrà fare un buon lavoro per dare sviluppo e una nuova linfa al tessuto del territorio».

La ricerca condotta ha portato al censimento delle fontane e delle fonti nel territorio degli 8 comuni. Gli uffici comunali e le biblioteche hanno aperto le porte per una ricerca che ha messo in luce la ricchezza del patrimonio fatto di fontane, fonti, acquedotti dall’antichità ad oggi.Questo lavoro è stato in parte tradotto nell’edizione di una mappa che riporta sul territorio i punti di riferimento delle opere censite. Nella giornata di venerdì 4 ottobre si terrà dalle 18 un convegno presso la sede di Astea, ad Osimo dove è prevista la presenza del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e di Paolo Giacomelli, vicedirettore nazionale di Utilitalia, che illustrerà le prospettive future delle multiutility. A seguire uno spettacolo di proiezione visuale immersiva.

«Siamo fatti per la maggior parte di acqua – afferma Fabio Marchetti, amministratore delegato di Astea – e le stesse nostre comunità vivono e si sono sviluppate su questo elemento. Acqua per far prosperare l’agricoltura e per far vivere le nostre città ed i nostri territori. Da sempre l’acqua fa crescere. Come del resto è cresciuta Astea in questi 110anni di storia. Un cammino che parla di come gli uomini che ci hanno preceduto hanno fatto l’impresa, hanno segnato il territorio con pozzi, acquedotti, torri, fonti e fontane. Del resto il primo impegno della nostra società è stato quello di “portare l’acqua nei territori. Il segno lasciato è importante perché ci parla di una storia positiva. Dove arrivava la fontana in piazza arrivava l’acqua corrente, la possibilità di avere acqua pulita, di lavare e di abbeverare gli animali. Abbiamo contribuito a far elevare la vita ed i costumi. Si sono lasciate dei segni con costruzioni cariche di storia, di cultura architettonica, di ricordi che sono importanti per le nostre comunità».

«Abbiamo visto giusto – dice Massimiliano Riderelli Belli, direttore di Astea – ad investire sulla qualità e quindi sulle reti, e nella depurazione nel settore delle acque. Ciò ci ha portato un ritorno immediato, infatti le nostre perdite di rete sono molto inferiori alla media nazionale. Ogni anno circa 6 milioni delle nostre risorse va in lavori per nuove condutture e depurazione, creando valore aggiunto e lavoro, nella maggior parte distribuito sul territorio. Non va dimenticata una cultura nuova che sta nascendo con programmi informativi e promozione, ad iniziare dalle scuole, e gli investimenti per attivare le nuove casette dell’acqua, che significa più uso di acqua corrente di qualità e meno produzione di plastica».

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