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Da Ancona ai teatri di tutta Italia,
il talento di Petra Valentini:
«Recitare è mettersi alla prova»

L'INTERVISTA alla 29enne diplomata alla Scuola d'Arte Drammatica Pietro Grassi di Milano e attualmente in scena al Teatro Out Off con La Contessina Julie, produzione di Marche Teatro. «Il cinema? Ho rinunciato al alcuni lavori per provare a fare questo salto»
domenica 6 Ottobre 2019 - Ore 14:55
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Petra Valentini (foto di Luca Meola)

 

di Adriana Malandrino

Petra Valentini è un’attrice anconetana di 29 anni, in questi giorni in scena al Teatro Out Off di Milano con lo spettacolo La Contessina Julie tratto da August Strindberg, già presentato la scorsa stagione da Marche Teatro e messo in scena allo Sperimentale. Tra i suoi lavori c’è anche Elvira, dove ha recitato al fianco di Toni Servillo.

Petra, come nasce l’amore per il teatro e qual è la tua formazione?

«Sono stata tra le cose di teatro sin da bambina, i miei genitori lavoravano per la Compagnia del Canguro, mio padre faceva lo scenografo, mamma invece si occupava di organizzazione. Con loro ho imparato ad assaporare la parte più artigianale del mestiere. Poi al liceo classico ho seguito un corso di teatro coordinato da Adriana Stecconi e ho partecipato ad alcuni spettacoli con la regia di Valentina Rosati. Per noi ragazzi, che sentivamo di dover esprimere qualcosa, ma non sapevamo come, è stato un punto di riferimento. Ed è bello perché siamo ancora tutti amici. Poi ho capito che se volevo fare questo mestiere, dovevo lasciare Ancona e andare a studiare fuori. Ho iniziato a fare dei provini e sono entrata alla scuola Paolo Grassi di Milano. Lì ho studiato tre anni ed è stata un’esperienza incredibile, potevo fare dalla mattina alla sera quello che amavo».

E fuori da lì, cosa è successo?

«Capisci che il mondo lavorativo è diverso, è tutto più duro. Ma io, pur avendo all’epoca soltanto 24 anni, sono stata fortunata e tenace allo stesso tempo. Il saggio finale della scuola l’ho fatto proprio sullo spettacolo che sto portando in scena in questi giorni a Milano, La Contessina Julie, e mi hanno notato alcune persone del Piccolo Teatro, così sono stata chiamata a recitare prima con il regista Damiano Michieletto, poi con Federico Tiezzi. Fino a che non seppi che erano usciti i provini per recitare con Toni Servillo in Elvira. Li ho passati entrambi. Questi lavori importanti mi hanno permesso di fare tante repliche e quindi tanta palestra di palcoscenico. Sei uno strumento al servizio di una grande macchina».

(foto di Luca Meola)

Ma non disdegni i progetti più personali, come la Contessina, giusto?

«Esatto. Sono andata personalmente a proporre a Marche Teatro questo lavoro in cui credevo molto, che ha poi debuttato ad Ancona. Desideravo che diventasse uno spettacolo a tutti gli effetti e oggi eccoci a Milano. Credo molto nelle esperienze più piccole, che sento mie, dove ho grande libertà di espressione e mi metto alla prova, ma mi piace alternare questo tipo di lavoro a produzioni più complesse».

Quali sono i programmi per i prossimi anni?

«Saranno, per fortuna, anni molto pieni. Abbiamo debuttato il 3 agosto alla Biennale di Venezia con Il Giardino dei Ciliegi di Čechov per la regia di Alessandro Serra, la cui tournée partirà a novembre e durerà sino a maggio. Poi ci sarà l’ultimo anno di Elvira con date a Ravenna, Bolzano e Parigi. Ma sono molto felice anche di iniziare a lavorare a un nuovo spettacolo, Una vera tragedia, di Riccardo Favaro e Alessandro Bandini, vincitore del Premio Scenario 2019. Debutteremo a breve».

Tra tutti questi impegni, c’è posto anche per il cinema?

«Vorrei trovare il tempo per dedicarmici. È un mondo completamente diverso dal teatro, con tecniche e tempi differenti, che mi incuriosiscono tanto. Ho rinunciato ad alcuni lavori a teatro proprio per provare a fare questo salto, vedremo».

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