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Arretrati Imu e affitti del Museo civico:
braccio di ferro
tra Comune e istituto Campana

OSIMO - L'ente locale ha inviato un accertamento per l'imposta 2012 di 180mila euro all'istituzione culturale proprietaria di terreni agricoli resi edificabili ma bloccati dal ricorso al Tar della Provincia. Il Cda del nobil collegio batte cassa invece per i 50mila euro di locazione non pagata per i locali di piazza Sant'Agostino trasformati in deposito di opere d'arte salvate dai luoghi del sisma
lunedì 7 Ottobre 2019 - Ore 23:24
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Piazza Dante con Palazzo Campana sullo sfondo

 

Braccio di ferro tra il Comune di Osimo e l’istituto Campana per il pagamento di 180mila euro di Imu non versata dal 2012 su terreni agricoli di Osimo Stazione. Tra i contribuenti che hanno ricevuto gli avvisi di accertamento per l’imposta municipale unica c’è anche l’amministrazione del nobil collegio, proprietario di alcune aree rese edificabili dal Prg del 2005 ma bloccate dal ricorso al Tar della Provincia nel 2008. A distanza di anni, non c’è ancora la sentenza dei giudici amministrativi, e molti privati, proprietari di questi terreni rimasti nel limbo urbanistico, si sono costituiti nel comitato ‘No Prg, costretti a pagare imposte insostenibili per aree dove non sarà mai fabbricato niente, vuoi per la crisi dell’edilizia, vuoi per il contenzioso tra Comune e Provincia. Per legge però l’ente locale deve sollecitare i pagamenti ai contribuenti insolventi, prima che scadano i 5 anni della prescrizione. Nel caso specifico del Campana le versioni delle parti ‘in causa’ sono contrastanti: secondo il Comune, i 180mila euro attengono all’Imu non versata dal 2012 o comunque versata non nella giusta misura per 5mila mq di terreni agricoli trasformati in edificabili ma bloccati. Secondo il perito del Campana invece l’istituto avrebbe versato regolarmente l’Imu, anzi eccedendo la cifra dovuta e quindi dovrebbe ricevere indietro il surplus pagato al Comune.

Osimo, Palazzo comunale

Ma i malintesi sorti tra ente locale e l’istituzione culturale non finiscono qui. Non si è arrivati al contenzioso ma esiste una corrispondenza legale anche per i pagamenti arretrati degli affitti del Museo civico, stavolta non versati dal Comune di Osimo al Campana. Le opere di proprietà della città di Osimo sono infatti ospitate nei locali di piazza Sant’Agostino, di proprietà dell’istituto. Dopo il terremoto del 2016 e 2017 il Museo è stato dichiarato inagibile, è stato chiuso al pubblico e temporaneamente trasformato in deposito per le opere salvate da chiese e strutture museali delle località del cratere sismico. Dal 2016 il Comune pertanto non sta pagando i 20mila euro annui per la locazione del Museo Civico e il Cda di Palazzo Campana gli ha presentato un conto di quasi 50mila euro tramite i suoi avvocati. Il versamento dell’annualità 2016 sembra in via di definizione, quella del 2017 è stata stanziata nel bilancio comunale, ma a partire dal 2018 il Comune vorrebbe liquidare solo il 50% della cifra, considerata l’inagibilità dei locali e il suo ‘declassamento’ in magazzino. Le diplomazie legali sono all’opera per definire la questione.

Matteo Biscarini

«Voglio precisare che queste chiarificazioni contabili, da una parte e dell’altra, sono da leggere nella normale dinamica dei rapporti tra il Comune e la nostra istituzione – spiega il presidente del Cda cdel Campana, Matteo Biscarini – Non si è aperto alcuno screzio o strappo politico, né tanto meno i rapporti istituzionali sono compromessi. Entrambi i nodi verranno sciolti con la mediazione dei nostri avvocati che stanno mettendo a punto  un accordo tra le parti. Il bilancio del nostro istituto si basa solo sugli affitti degli immobili e le rendite dell’azienda agraria. E quest’anno, dopo la grandinata di giugno, il raccolto dei girasoli è andato in fumo». Per dimostrare l’esistenza di un dialogo ancora aperto con il Comune di Osimo, Biscarini ricorda che il Cda del Campana sta vagliando per il futuro diversi porgetti importanti per Osimo e lo farà in collaborazione proprio con gli amministratori comunali. Intanto a breve dovrebbe arrivare l’autorizzazione dell’Ufficio Ricostruzione post sisma per la ristrutturazione ed il consolidamento statico dei 2mila mq. dell’ala dell’ex liceo, lesionata dalla scosse. Allo studio potrebbe esserci anche la riconversione dei locali in appartamenti. C’è poi l’ipotesi, tutta da elaborare con il Comune, di realizzare un parcheggio sotterraneo a servizio del centro storico che permetta di istituire nuove ztl e di eliminare, ad esempio, gli stalli a strisce blù e a disco orario per far tornare piazza Dante un’area traffic free. «Uno studioso ci ha suggerito una soluzione e si potrebbe cominciare a ragionarci insieme» osserva Biscarini.

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