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Taglio del nastro
per la nuova sede di Agraria,
restyling da un milione di euro

ANCONA – Chiusa quattro anni fa perché necessitava di adeguamenti sismici, è stata inaugurata stamattina dal Rettore Sauro Longhi. Il progetto di ristrutturazione è stato brevettato dalla stessa Università Politecnica delle Marche
mercoledì 9 Ottobre 2019 - Ore 18:24
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Inaugurazione della sede di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche

 

di Martina Marinangeli

Era stata chiusa quattro anni fa perché necessitava di adeguamenti sismici. Da allora, gli studenti avevano subito una diaspora verso le aule di ingegneria, pur senza perdere neanche un’ora di lezione. Ora però, possono finalmente tornare a «casa» con la riapertura della sede di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche. Una struttura del tutto nuova e all’avanguardia, realizzata su un progetto brevettato dalla stessa Univpm e costata un milione di euro. «Ci è voluto un po’ di tempo per completare la ristrutturazione perché nel frattempo sono cambiate le normative su appalti ed adeguamenti sismici – precisa il rettore Sauro Longhi, che oggi ha tagliato il nastro inaugurale affiancato dal direttore del dipartimento Nunzio Isidoro, dalla dirigente Rosalba Valenti e da centinaia di studenti –, ma i corsi non si sono interrotti neanche per un giorno. Ora abbiamo un edificio più bello, più colorato e all’avanguardia». Con tanto di scultura nell’atrio d’ingresso firmata dall’artista Floriano Ippoliti per coniugare scienza e bellezza dal titolo Origine e scienza. L’edificio si compone di 13 aule tutte climatizzate, un’aula magna e gli uffici al piano superiore che si affacciano su un tetto dove c’è in progetto la realizzazione di un roof garden.

«Abbiamo lasciato scoperta una colonna al piano superiore per mostrare come abbiamo realizzato la ristrutturazione», spiega Longhi. Un metodo innovativo targato Politecnica che passa per tra fasi: i pilastri in cemento armato sono stati prima spogliati di parte del materiale, poi rivestiti con lamine di acciaio ed infine coperti di nuovo con il cemento.
Ma al di là della struttura avanguardista, per i 1000 studenti di Agraria – oltre che per i 54 docenti e 27 impiegati tecnico-amministrativi – si è trattato di un ritorno a casa. «Quando eravamo ospitati ad ingegneria, avevamo perso un po’ il senso di appartenenza ad un’unica famiglia, quella appunto degli studenti di Agraria – ha osservato il rappresentante degli studenti Pasquale La Serra –. La riapertura della sede perciò non è solo una questione di strutture all’avanguardia, ma serve a ricreare la nostra comunità».
«Oggi è il giorno più bello del mio mandato», commenta commosso il direttore Isidoro, che ha ricordato come, nonostante le difficoltà causate dal non avere una sede vera e propria, «siamo arrivati primi due anni fa e secondi lo scorso anno nella Classifica Censis tra le facoltà di Agraria italiane, contendendoci il titolo con l’Università di Bologna».

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