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Incendio allo chalet Chateau Chateur,
il locale non era assicurato

MONTEMARCIANO - Proseguono nel più stretto riserbo le indagini dei Carabinieri sull'incendio che ha distrutto lo stabilimento di Marina. Oggi i vigili del fuoco sono tornati per un sopralluogo, ma della struttura non resta che uno scheletro
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Incendio allo stabilimento Chateau Chateur di Montemarciano

 

di Talita Frezzi

Uno scheletro annerito. Ecco cosa resta dello chalet “Château Chateur” (ex Waikiki) sul lungomare di Marina di Montemarciano dopo il violento incendio scoppiato ieri nel tardo pomeriggio. Spente le fiamme, i Vigili del fuoco di Senigallia e Ancona sono tornati questa mattina per effettuare un sopralluogo. La conta dei danni, fatta dal proprietario e gestore dell’attività, un uomo tunisino da molto tempo in Italia, è davvero impressionante, anche perché dello chalet non resta pressoché nulla. Il fuoco è divampato in maniera violenta ed essendo realizzato completamente in legno – dalle travi del soffitto alle pareti e il pavimento – e si è propagato velocemente, avvolgendo completamente la struttura in una grossa palla di fuoco con fiamme alte anche dieci metri. A lanciare l’allarme, un passante. Lo stabilimento infatti era già chiuso dalla prima settimana di settembre dopo aver lavorato per tutta la stagione estiva. Il gestore si trovava in ospedale per un intervento chirurgico. Fortunatamente non c’era nessuno all’interno.
I pompieri stamattina hanno concluso lo smassamento dei materiali andati bruciati e con estrema perizia hanno rimosso la guaina catramata del tetto, che avrebbe potuto trattenere dei piccoli focolai, rischiosi per l’innesco di un altro rogo. Esclusa la presenza di fiamme latenti. Difficile comunque stabilire dal sopralluogo da dove si siano propagate le fiamme e l’eventuale presenza di liquidi infiammabili o taniche: il fuoco ha distrutto tutto. Un vero disastro, anche perché il locale non era assicurato.
«Ero in ospedale e mi hanno avvisato – ha detto il gestore – sono con i carabinieri e stiamo controllando la situazione», chiude velocemente mentre cerca di capire come sia possibile che il suo chalet possa essere stato distrutto in così poco tempo. E per colpa di chi. E se i vigili del fuoco al momento non sembrano escludere alcuna pista, né la causa accidentale né il dolo, proprio l’atto volontario appare quello più plausibile. Essendo lo stabilimento chiuso da diverse settimane è difficile ipotizzare un corto circuito all’impianto elettrico o agli elettrodomestici. Poi la velocità di propagazione dell’incendio lascerebbe supporre a diversi punti di innesco. Molti i dubbi: se sia stato un atto intimidatorio per qualche questione economica o una minaccia incendiaria, oppure un atto vandalico. I carabinieri di Montemarciano sono a lavoro senza sosta da ieri per ricostruire le circostanze attorno alle quali possa essere stato appiccato il fuoco, cercando un aiuto alle indagini nelle telecamere comunali e sentendo alcuni testimoni. Al momento le indagini proseguono nel più stretto riserbo.

Brucia lo stabilimento Chateau Chateur, c’è l’ombra del dolo (Video)

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