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Sappanico dice basta:
sit in di protesta della frazione
«Dal Comune solo parole»

ANCONA – I residenti hanno manifestato stamattina per tornare a chiedere la demolizione degli edifici fatiscenti e la messa in sicurezza della strada. L'assessore Foresi: «l'iter è partito per quanto riguarda le aree di competenza comunale»
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Sit in di protesta a Sappanico

 

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Residenti di Sappanico sul piede di guerra. Stamattina sono scesi in strada armati di striscioni per tenere alta l’attenzione su una questione che si protrae da anni. Ruderi pericolanti e strada principale troppo stretta creano una condizione di insicurezza nella frazione e chi ci vive è stanco di «sentire promesse che poi non si trasformano in azioni concrete».

Lo scorso mercoledì, la sindaca Valeria Mancinelli e l’assessore Stefano Foresi hanno indetto un’assemblea pubblica, molto partecipata, durante la quale hanno fatto il punto sullo stato dell’arte, cercando di placare gli animi. «Ci hanno raccontato le stesse frottole dette prima delle elezioni del 2018 – colpisce duro Paolo Bargetta, uno dei residenti di Sappanico che da tempo si batte per farsi ascoltare dalle istituzioni e trovare una soluzione all’annoso problema –: abbiamo deciso di fare questa manifestazione proprio perché sono anni che si parla delle stesse cose ma non si è mai fatto nulla. Abbiamo chiesto almeno di portare via i calcinacci, mettere in sicurezza la strada e posizionare transenne più efficaci. Al momento siamo molto delusi, vediamo se le cose miglioreranno a breve». In effetti, qualcosa si è messo in moto, ma siamo ancora agli albori di una soluzione definitiva: «stiamo assegnando l’incarico all’ingegnere per stilare il progetto di demolizione in sicurezza dell’immobile di proprietà comunale, ormai ridotto ad un rudere – fa sapere Foresi –, poi si tratterà di affidare l’appalto, ma l’iter è partito. Speriamo di riuscire a completare la parte di competenza comunale entro l’anno». Poi c’è la questione privata, dal momento che quattro dei palazzi pericolanti o già caduti non appartengono al Comune. «In questo caso – è sempre Foresi a fornire i dettagli – stiamo reiterando l’ordinanza in cui chiediamo ai privati di mettere in sicurezza la zona e gli edifici di loro competenza. Se non dovessero intervenire, lo farà il Comune, ma addebitando loro le spese». Infine, la questione della strada principale: «con la Provincia abbiamo concordato l’intenzione di allargarla, inserendo l’intervento nel bilancio 2020 dell’ente, preposto alla gestione della strada». Intanto, i residenti restano con il fiato sospeso ed i fari puntati per vedere se finalmente questa volta si passerà dalla teoria alla pratica. Al loro fianco stamattina hanno preso parte al sit in anche alcuni consiglieri comunali di opposizione – nello specifico, Angelo Eliantonio (Fratelli d’Italia), Antonella Andreoli (Lega), Stefano Tombolini (60100), Gianluca Quacquarini e Andrea Vecchietti (M5S) – che in più di un’occasione hanno portato la difficile condizione di Sappanico sui tavoli di palazzo del Popolo.

«Questa mattina abbiamo partecipato con convinzione al sit in dei residenti di Sappanico – scrivono in una nota – letteralmente abbandonati da anni da un’amministrazione Mancinelli assente. Le frazioni di questa città sono abbandonate a se stesse ed in particolare la questione dei ruderi di Sappanico grida vendetta; tra rimpalli di competenze fra Comune e Provincia e ritardi incomprensibili, i tempi per la risoluzione dei problemi della frazione non sembrano avere tempi brevi. Inoltre se non fosse stato per l’impegno attivo dei residenti e dei Consiglieri comunali che hanno portato in questi mesi le loro istanze all’attenzione di sindaco e assessori, probabilmente sarebbe ancora tutto fermo, così come lo è da oltre 10 anni. Per questo, la protesta di stamattina è solo l’inizio; noi continueremo a sostenere gli abitanti di Sappanico dentro e fuori il Consiglio comunale».

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