Palazzo Gherardi: tempo scaduto.
Revocati i contributi del Pnrr
di Sabrina Marinelli
Persi quasi cinque milioni di euro di fondi per la riqualificazione urbana, destinati soprattutto al recupero di Palazzo Gherardi.
La Regione Marche ha infatti ufficializzato, tramite un apposito decreto, la revoca di oltre 4,75 milioni di euro stanziati nel 2021 all’interno del piano PinQua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare). I fondi, inseriti nella Missione 5 del Pnrr, servivano a rigenerare il tessuto socio-economico cittadino e migliorare la vivibilità del centro urbano a consumo di suolo zero.
Il provvedimento fa seguito alla decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di bloccare i finanziamenti, a causa di ritardi accumulati lungo la tabella di marcia, ormai giudicati del tutto irrecuperabili rispetto alle imminenti e tassative scadenze europee fissate per il 30 giugno.
La perdita maggiore, che comunque non sorprende essendo già nell’aria, riguarda lo storico Palazzo Gherardi, per il cui restauro e la rifunzionalizzazione sono venuti a mancare ben 3.775.892,35 euro.
Il decreto interrompe anche il finanziamento del cantiere per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel sottopasso ciclopedonale della stazione ferroviaria. Un intervento da 978.104,56 euro rimasto privo di copertura.
Viene imposto, inoltre, al Comune il rimborso delle somme già erogate a titolo di anticipo, equivalenti al 10% del totale: si parla di una quota di circa 475 mila euro da restituire entro trenta giorni dalla firma dell’atto, avvenuta lo scorso 22 maggio. Da questo punto di vista non ci sono problemi perchè sono soldi accantonati e mai utilizzati che verranno quindi restituiti.
Ad allungare i tempi, come spiegato a più riprese dallo stesso primo cittadino, è stata l’intricata gestione logistica di Palazzo Gherardi. Per poter riqualificare l’edificio era infatti indispensabile installare un ascensore, ma la struttura interna non offriva gli spazi necessari. Per ovviare all’ostacolo, il Comune avrebbe dovuto riacquistare un immobile privato, un negozio situato al piano terra che era stato venduto dalle precedenti amministrazioni.
In attesa di trovare altri canali di finanziamento, verranno eseguiti i lavori del primo stralcio annunciati da tempo. L’intervento prevede la ristrutturazione delle facciate e il rifacimento del tetto, oltre al miglioramento sismico dell’intero edificio.
Il costo ammonta complessivamente a 2.738.9254,44 euro di cui 1.993.568,26 a carico del Comune e 509.698,42 a carico degli altri condomini. Lavori consegnati lo scorso 16 aprile al Consorzio EdilArt di Senigallia ma l’impresa esecutrice sarà la Ditta B21 di Bari. All’esterno è tutto fermo ma gli operai hanno iniziato a lavorare all’interno.
Intanto verranno eseguiti questi lavori mentre con il finanziamento sfumato era prevista, come riportato dal sito del Comune, una “funzione di Centro Studi per ricerca, formazione, informazione e – in sinergia con tale funzione, il recupero nel mezzanino alla funzione ricettiva ed educativa, con un piccolo ostello”.
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