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Rapina sventata in tabaccheria,
ladro in fuga
dopo una colluttazione col titolare

JESI - Il bandito, vestito di scuro e col volto travisato da un cappellino e dal cappuccio della felpa alzato, ha intimato poche parole di minaccia, ma sono bastate a tradire un accento straniero
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La tabaccheria di Ulderico Ricciotti in via Roma 33

di Talita Frezzi

Ha fatto irruzione nella tabaccheria di via Roma 33, a Jesi, dopo aver atteso che l’ultimo cliente, giocatore abituale delle slot, uscisse. Erano quasi le 21 di sabato. Ulderico Ricciotti, il titolare, stava per chiudere l’esercizio, quando è entrato un uomo col cappellino in testa, il cappuccio della felpa alzato, le mani infilate nelle tasche del giubbino. Nessun saluto, non era un cliente. «Dammi i soldi!» ed estrae dalle tasche un taglierino. Lo punta al titolare, minacciandolo. Ma la rapina consumata sabato sera è fallita, grazie alla prontezza di riflessi e al coraggio di Ricciotti, che si è ribellato. A quel punto ne è nata una colluttazione, con spintoni e schiaffi. Ricciotti, da tutti conosciuto come “Fry”, ha opposto resistenza al bandito, cercando anzi di afferrare il cellulare per chiamare aiuto, ma intuita la sua idea, il bandito lo ha spinto con forza. «Sono riuscito ad afferrare un coltello del pane che era sul bancone – dice Ricciotti – non lo avrei colpito, ma dovevo difendermi. Sono continuate le spinte e le botte sulle braccia, finché non sono riuscito ad aprire la porta e uscire urlando aiuto, ma quell’individuo mi ha ripreso e riportato dentro…». Intuita che la rapina era fallita, il malvivente è scappato a piedi. Immediato l’allarme ai Carabinieri di Jesi, che hanno effettuato un minuzioso sopralluogo e acquisito la denuncia della vittima. Le indagini sono supportate dalle telecamere dell’esercizio commerciale. Il bandito, vestito di scuro, ha tradito un accento straniero. Indagini in corso.

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