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La Camera si riempie, ma di cuori:
chiede alla fidanzata di sposarlo
mentre si discute il decreto sisma

UN PARLAMENTARE della Lega ha interrotto la discussione per fare la proposta mostrando l'anello. La relatrice del provvedimento invece di passare alla votazione si è complimentata: «L'amore unisce». Il richiamo del presidente della Camera, Roberto Fico: «Usare un intervento sull’ordine dei lavori per questo non mi sembra il caso»
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La proposta di matrimonio del deputato leghista Flavio Di Muro

 

L’onorevole Di Muro chiede la mano alal fidanzata

 

di Gianluca Ginella

Tanti una chiesa per sposarsi nemmeno ce l’hanno più dopo il terremoto, perché nel cratere sono quasi tutte inagibili. Ma proprio mentre alla Camera si svolgeva la discussione generale del decreto sisma, che dovrebbe contenere misure per dare una accelerata alla ricostruzione, attesa da tre anni, un deputato della Lega, Flavio Di Muro (nato a Torino, residente a Ventimiglia), ha chiesto di intervenire. Si è alzato, si è scusato «per l’interruzione, ma capitemi» ha detto, poi tenendo in mano una scatolina con l’anello e rivolgendosi alla fidanzata, presente in aula, ha fatto la sua dichiarazione: «Elisa mi vuoi sposare?». Dopo il richiamo del presidente della Camera, Roberto Fico («Usare un intervento sull’ordine dei lavori per questo non mi sembra il caso»), che ha poi detto: «se non ci sono altri interventi passiamo alla votazione», ha chiesto di intervenire la relatrice del provvedimento, Stefania Pezzopane. Per parlare del decreto? No: «Volevo mettermi in sintonia con questo esordio dei lavori all’insegna dell’amore per fare gli auguri ai futuri sposi – ha detto –. L’amore unisce». Anche per lei c’è stato il richiamo del presidente della Camera. Non bastassero le polemiche per l’aula che era deserta lunedì quando doveva essere votato il decreto, oggi il parlamento ha deciso di riempirsi sì ma di cuoricini. E intanto chi non ha una casa da tre anni ormai continua ad aspettare con fiducia (?) che qualcosa venga fatto per migliorare la situazione. Con un decreto che dovrebbe dare la svolta grazie allo strumento dell’autocertificazione che responsabilizza di più architetti, ingegneri e geometri, e che dovrebbe essere la chiave per dare l’accelerata. Peccato però che proprio l’Ordine degli architetti e la Rete delle professioni tecniche, abbiano letto il testo e chiarito: «Non accelera niente, quello dell’autocertificazione sarà uno strumento inutile». Ma alla Camera c’è chi pensa all’amore e lo fa proprio dai banchi della Lega, che sul decreto è stata critica: «con questo decreto il Governo è in totale confusione, non sta risolvendo nulla e sta peggiorando la situazione» aveva detto l’onorevole Tullio Patassini.

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