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Albergatrice uccisa a Capo Verde,
in carcere 48enne anconetano:
è sospettato di essere il killer

IN STATO DI FERMO l'ex istruttore di kick boxing Gianfranco Coppola, per molti anni residente ad Ancona e da 10 nell’arcipelago delle isole africane. Avrebbe confessato di aver avuto un litigio con la donna e di averla spinta ma respinge ogni addebito sulla sua morte
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Gianfranco Coppola, in una foto pubblicata sul suo profilo Fb

 

Ha confessato di averla spinta durante un diverbio ma di non averla mai voluta uccidere. Poi lei sarebbe caduta battendo la testa e sarebbe morta. Questo il racconto dell’uomo, che secondo l’accusa, avrebbe ucciso Marilena Corrò. La 52enne trevigiana, è stata trovata senza vita, tre giorni fa, nella cisterna dell’acqua del suo B&b a Boa Vista nell’arcipelago di Capo Verde. ‘Il Gazzettino’, citando fonti di stampa locali, riporta che a ricostruire una dinamica dei fatti poco convincente per gli investigatori, è stato il 48enne italiano Gianfranco Coppola, di origini calabresi per molti anni residente ad Ancona ma con l’ultima residenza anagrafica a Rimini dove aveva lavorato come ballerino. E’ in stato di fermo per omicidio aggravato.

Marilena Corrò, l’albergatrice uccisa nella foto pubblicata da Il Gazzettino

L’ex istruttore di kick boxing e buttafuori di palestre e locali di Ancona, da una decina di anni vive sull’isola africana. Il delitto sarebbe avvenuto martedì pomeriggio, quando i vicini di casa hanno sentito delle urla provenire dal residence dove la donna viveva. Marilena Corrò si era trasferita da Treviso a Capo Verde un anno e mezzo fa. Coppola si trova ora in stato di fermo, sospettato dalla polizia locale per l’omicidio dell’albergatrice con la quale gestiva la struttura ricettiva. Il 48enne avrebbe in sostanza solo ammesso di aver avuto un litigio con la donna rigettando ogni addebito sul delitto. Non è ancora stata accertata la causa della morte della donna, anche se ci sono elementi per ritenere che  sia stata picchiata violentemente e solo l’autopsia potrà aiutare a capire quello che è accaduto. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono finiti intanto gli affari dell’italiano, da decodificare anche attraverso una memoria esterna per computer e i cellulari. L’altro indagato è un milanese di 68 anni, Pierangelo Zigliani, anche lui in stato di fermo per omicidio aggravato. Secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe aiutato Coppola a disfarsi del corpo della 52enne.

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