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La protesta dei facchini
davanti al negozio di ‘Zara’

ANCONA - Ieri, nella giornata di mobilitazione contro razzismo e discriminazione i lavoratori stranieri hanno manifestato davanti al punto vendita ritenendosi vittime di quel lavoro 'grigio' diffuso nella filiera della moda
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Protesta dei lavoratori dell’indotto di fronte al negozio Zara di Ancona. Ieri si è tenuto il presidio dei lavoratori stranieri che lavorano come facchini nella catena di negozi della moda. Il 23 dicembre 2019 nelle Marche è stata una giornata di mobilitazione contro razzismo e discriminazione. Dopo la contestazione contro Salvini la mattina, nel pomeriggio si è tenuta l’iniziativa dei lavoratori della logistica di Zara. Operai e solidali hanno bloccato l’ingresso del negozio in pieno centro ad Ancona per denunciare le pesanti condizioni di sfruttamento e violazione dei più basilari diritti sul lavoro. «Gli occupati nel settore facchinaggio e pulizia, tutti migranti sotto minaccia di perdere il permesso di soggiorno, sono vittime di quel contesto di lavoro ‘grigio’ diffuso nella filiera della moda. – si leggein una nota ufficiale dell’associazione Ambasciata dei diritti – Chiedono di incontrare la responsabile per porre chiare rivendicazioni: retribuzione adeguata, garanzie di sicurezza sul lavoro, stop subappalti».

Le condizioni di lavoro sono per tutti i lavoratori della squadra e per chi viene chiamato saltuariamente volutamente poco chiare. «La cooperativa milanese che ha il subappalto – prosegue la nota – non consegna ai lavoratori i contratti e dalle comunicazioni unilav vengono applicati contratti diversi I turni cominciano sempre alle 23 di sera e finiscono alle 7 della mattina ma non vengono pagati per le effettive ore di lavoro, ma per le ore che si ipotizzano necessarie allo scarico del camion. Per alcuni il contratto dovrebbe essere scaduto a settembre, ma continuano ad essere chiamati per andare a lavorare. Nella comunicazione unilav si applicava il ccnl della logistica ma c’è scritto intermittente, non si capisce bene il motivo visto che questa dicitura si usa quando c’è un’agenzia interinale ma in qui si individua solo la cooperativa x service come datore di lavoro e non risultano altri datori di lavoro. Ad altri pur lavorando come facchini, sempre da documentazione unilav, gli applica il contratto Multiservizi Pulizie».

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