facebook rss

Acquaroli-Meloni e lo stop degli alleati:
la spada di Damocle è la cena nostalgica

MARCHE 2020 - Fratelli d'Italia rivendica la Regione, Salvini rinvia a gennaio e parla nuovamente con Ciarapica. E il Pd inizia a ricordare la partecipazione del deputato di Potenza Picena al raduno di Acquasanta dedicato a Mussolini
Print Friendly, PDF & Email

 

Il manifesto elettorale di Francesco Acquaroli con Giorgia Meloni

 

Da una parte Fratelli d’Italia che continua a tirare dritto sulla candidatura a Governatore delle Marche di Francesco Acquaroli, ex sindaco di Potenza Picena e deputato. Dall’altra la Lega e Forza Italia che frenano la fuga in avanti di Fdi. E mentre spuntano i primi manifesti elettorali di Acquaroli con Giorgia Meloni e il messaggio “Ricostruiamo le Marche”, Matteo Salvini continua a pensare al “piano b”ascoltando le richieste di imprenditori e politici marchigiani che hanno suggerito una soluzione più moderata per una regione in cui potrebbe fallire una candidatura marcatamente di destra.

Matteo Salvini lunedì ad Ancona con il presepe

Il leader della Lega lunedì ad Ancona alla domanda “Le Marche spettano a Fdi?” ha risposto: «Non siamo al mercato o a giocare a risiko. Sceglieremo il candidato migliore della squadra. Faremo le nostre valutazioni con l’inizio del nuovo anno, l’importante è mandare a casa una giunta d’incapaci e un Pd che ha fatto disastri». Al termine della visita anconetana Salvini è stato visto parlare a lungo con Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova, che aveva già ricevuto nelle scorse settimane a Roma (leggi l’articolo) e sulla cui candidatura puntano diversi sindaci, imprenditori oltre a forze politiche centriste. Ed è anche possibile che Salvini cercherà di temporeggiare fino al risultato del voto in Emilia Romagna. 

Francesco Vitali, segretario provinciale del Pd Macerata

Intanto anche Francesco Vitali, segretario provinciale del Pd maceratese, interviene sulla candidatura di Francesco Acquaroli: «Al di là dell’appartenenza a diverse ideologie di pensiero e alla designazione dei papabili presidenti di Regione, rimessa alla scelta condivisa all’interno di ciascun partito, nessuno può però prescindere dal riconoscere e rispettare i principi di democrazia e libertà, sanciti espressamente dalla nostra Costituzione, come le fondamenta della nostra Repubblica e il comune denominatore da cui nasce e si sviluppa ogni competizione elettorale. Non possono passare, purtroppo, inosservati i recenti fatti di cronaca locale che hanno visto figure istituzionali come il deputato di Fratelli d’Italia di Potenza Picena Francesco Acquaroli, da poco annunciato da Giorgia Meloni come candidato Governatore delle Marche per la coalizione di centro-destra, partecipare lo scorso 28 ottobre alla cena organizzata ad Acquasanta Terme in cui si celebrava la marcia su Roma, con volantini che inneggiavano al fascismo».

Il volantino per pubblicizzare la cena di Acquasanta

Insomma è già chiaro che la cena di Acquasanta sarà un attacco facile e ricorrente che utilizzerà il centrosinistra nei confronti di Acquaroli indipendentemente da chi sarà candidato (Ceriscioli, Longhi o Mancinelli che siano): «Desta preoccupazione – prosegue Vitali – che questa partecipazione all’evento commemorativo, peraltro mai smentita dal diretto interessato, che ci riporta indietro nella storia ad un periodo verso cui nessuno di noi ha nostalgia, coinvolga proprio chi ambisce a ricoprire il ruolo politico più importante e rappresentativo della nostra Regione. E’ auspicabile meditare sul patrimonio culturale e di valori di cui ciascuno si fa portavoce e promotore, perché è bene non dimenticare che la nostra bella e autorevole Costituzione è nata proprio grazie agli alti ideali dei padri che l’hanno ispirata, e alle lotte di tutti quelli che hanno sacrificato la vita per donarci un’Italia libera, democratica e antifascista».

(redazione CM)

Cena fascista per la marcia su Roma, Acquaroli e Fioravanti nella bufera La difesa: «FdI non c’entra»

</

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X