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A Senigallia l’ospedale delle bambole
I fratelli Marconi si raccontano:
«Le trattiamo come persone»

CAPOLAVORI - Anna e Lorenzo figli d’arte di un artigiano del legno e di una sarta esperta, nel loro laboratorio restaurano le "pazienti" e le riportano all’antico splendore
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I fratelli Marconi con una delle loro bambole

 

di Francesca Marsili

In ogni strappo della loro imbottitura, c’è nascosto il ricordo di quando venivano vestite, pettinate e animate da fanciullesca fantasia. Usurate dai danni del tempo, chiuse in vecchi bauli o riposte in soffitta, le fedeli compagne di giochi d’infanzia, tornano a nuova vita grazie all’ “Ospedale delle bambole”. Anna e Lorenzo Marconi, nella loro bottega nel centro storico di Senigallia, curano le bambole come in un vero e proprio ospedale: «Ripariamo i ricordi. Le trattiamo come se fossero delle piccole persone. A volte arrivano conciate molto male, dei mostriciattoli, ma tornano a casa splendide».
Sono fratelli Anna e Lorenzo, figli d’arte, di un artigiano del legno, Antonio, e di una sarta esperta, Maria. Nel loro laboratorio, le bambole, come pazienti, vengono restaurate e riportate all’antico splendore. «I nostri clienti, che provengono da tutta Italia, sono mossi da un sentimento, vogliono rispolverare un legame affettivo con una bambola appartenuta alla propria infanzia, alla sua mamma o a qualcuno che non c’è più -spiega Lorenzo e aggiunge -. In un momento storico come questo, dove la memoria, è affidata a scatole multimediali, sembra essersi accesa l’attenzione e la necessità, di ravvivare i propri ricordi tirando fuori oggetti vintage, del nostro trascorso».
Un lavoro d’equipe quello dei fratelli Marconi, maestria che intreccia l’artistico all’artigianale, talmente particolare da aver addirittura reso protagonista Anna, in una puntata della trasmissione in onda su Rai Uno “Soliti ignoti”, l’identità nascosta che “cura bambole”. «Il lavoro che più frequentemente ci troviamo a realizzare, è il cambio degli elastici interni, che per sua natura, col tempo si allenta e lascia a penzoloni braccia, gambe e testa -racconta Lorenzo che si occupa di risistemare la struttura delle bambole- poi capita di dover ricostruire interamente le fattezze del viso magari di ceramica andata in pezzi, della mani sbeccate o dei piedini rotti, utilizzando ogni tipo di materia: gesso, cartapesta, ceramica, legno e resina, per poi ricolorarne i particolari». Mani d’oro anche quelle di Anna, che si occupa dei vestiti e degli accessori: «Capita sia di dover rifare in parte l’abitino, sostituendo semplicemente un pizzo liso, sia di ricostruirlo totalmente perché i tarli lo hanno distrutto o magari il gatto di casa lo ha strappato». Tornano come nuove le vecchie bambole, impiantati occhi azzurri in volti rubicondi, ricostruite ciglia e capelli, riattaccate arti e dita spezzate, ripresi merletti e riattivati meccanismi per il movimento e la voce. Così Anna e Lorenzo, fermano il tempo e rimettono insieme vecchie storie di famiglia, ricordi d’infanzia e nostalgie. Un lavoro quello dei due artigiani di Senigallia, capace di far vibrare le corde del cuore come nel caso della proprietaria di una stupenda bambola Viennese in biscuit e cartapesta di fine 800 proveniente da Reggio Calabria che l’aveva ereditata dalla suocera ed aveva deciso di ripararla. «La più bella in assoluto, preziosissima, a toccarla sembrava borotalco, aveva addirittura la lingerie ma aveva perso l’abito-  ricorda Lorenzo Marconi – tornata a casa, la nipote della proprietaria, colpita dalla bellezza della bambola, ci ha inviato una poesia dedicata alla vita di questi esseri custodi di emozioni». La professionalità con cui operano e la profonda conoscenza dell’evoluzione che questo oggetto nei secoli ha subito, ha portato Anna e Lorenzo, a realizzare delle riproduzioni di antichi giocattoli e bambole dell’epoca romana, come la celebre bambola di Crepereia Tryphaena, per il “Museo del giocattolo antico” di Senigallia, recentemente inaugurato. “L’ospedale delle bambole” è un reparto dedicato ai tesori di stoffa, ma oltre che “medici”, i fratelli Marconi, sono degli artisti artigiani che producono collezioni di bambole che vanno al di là del gioco. Nel loro spazio dal sapore art dèco “Orientexpress”, realizzano “bambole da boudoir”, ovvero bambole manichino, tipiche degli anni ’20, realizzate con tessuti pregiati e concepite come espressione stilistica di quel raffinato e elegante periodo storico che i fratelli Marconi vendono anche all’estero. Ed è proprio da qui che è nata l’idea di Anna e Lorenzo dell’ “ospedale delle bambole”, per soddisfare la continua richiesta, da parte dei clienti, di prendersi cura di questi oggetti testimoni del tempo e dei ricordi.

 

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