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Dai topi a Brecce Bianche
alla muffa di via Scosciacavalli:
viaggio negli studentati

ANCONA - Deficit e carenze logistiche, igieniche e strutturali degli edifici residenziali
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Lo studentato di via Brecce Bianche

 

di Giampaolo Milzi

«La porta deve restare sempre chiusa perché ci sono i topi in giro e credo che non vogliate ritrovarvene uno in stanza». Il cartello, scritto con pennarello, compare da mesi in uno degli spazi comuni dello studentato di Brecce Bianche. Ed è un po’ il simbolo dei numerosi deficit e carenze logistiche, igieniche e strutturali delle edifici residenziali gestiti ad Ancona dall’Università politecnica delle Marche (Univpm) e dall’Ente regionale per il diritto allo studio (Erdis) ad uso dei giovani borsisti cui dovrebbe essere garantito un alloggio decoroso. Deficit e carenze logistiche relativi all’impiantistica e ai servizi, con ambienti angusti, insalubri, poco adatti ad uno studio comodo e sereno. Complessi edilizi, inoltre, incapaci di coprire tutta la domanda di una camera con posto letto degli aventi diritto. Una serie di problematiche non nuove, che alla fine del 2019 l’associazione universitaria Gulliver ha denunciato con una meticolosa inchiesta, corredata da testi e fotografie, concretizzatasi anche in una esposizione installata per diverse settimane alla facoltà di Ingegneria. Cronache Ancona ha parlato con gli “studenti sull’orlo di una crisi di nervi” ed ecco qui di seguito una sintesi delle problematiche, ormai cronicizzatesi.

Il topo trovato nel bagno

STUDENTATO BRECCE BIANCHE –  Nelle sette palazzine dell’Erdis, per 128 studenti, vicine al polo di Monte Dago Univpm la presenza di ratti è stata segnalata più volte fin dall’inizio di questo anno accademico, con un topo morto ritrovato in un bagno. La derattizzazione, come più volte segnalato da Gulliver all’Erdis, non è all’altezza risolutiva della questione. Tra i problemi, quelli che riguardano i 20 spazi con postazione cucina e servizi igienici comuni, per 6 persone: capita che l’uso delle piastre di cottura faccia saltare l’erogazione dell’energia elettrica, inoltre mancano le cappe d’aspirazione; quanto ai bagni, spesso non sono muniti di finestre, porte e sanitari sono usurati, frequenti le esalazione maleodoranti. In alcuni dei 7 edifici capita anche che apri i rubinetti e l’acqua esce solo fredda, a causa dello scarso funzionamento delle caldaie per il riscaldamento. C’è poi l’assillo dell’umidità, degli spifferi d’aria nelle camere, colpa degli infissi, vecchi, in alluminio, mai sostituiti. Tornando all’acqua, ce n’è in sovrabbondanza fuori, quando piove. Complici gli avallamenti dei vialetti d’accesso al complesso residenziale (caratterizzati tra l’altro da molte mattonelle deteriorate e “traballanti”, con relativo rischio inciampo), si formano megapozzanghere lungo le pavimentazioni. Quanto all’illuminazione esterna è come se non esistesse, buio pesto o quasi. Che dire poi dell’unica lavanderia ad uso collettivo, con due sole vecchie lavatrici, di cui una affidabile, mentre l’altra va a singhiozzo? Tra l’altro le due lavatrici vanno a gettoni, gettoni reperibili alle mense universitarie, in teoria, perché a volte si tratta di una caccia al tesoro. Ciliegina ammuffita sull’amara torta generale, la connessione wi-fi per internet, ultra precaria.

La muffa sulle pareti a Scosciacavalli

STUDENTATO DI VIA BARTOLO DA SASSOFERRATO –  Anche qui palazzine a schiera, 23 appartamenti per 94 posti, di proprietà privata, gestito dall’Erdis. Palazzine “che fanno acqua”. Casi di infiltrazioni e sgocciolamenti tra un piano e l’altro, macchie di muffa, soprattutto nei soffitti, umidità, insomma c’è da mettere mano su tubature e impianti idraulici.

STUDENTATO DI SCOSCIACAVALLI – In pieno centro storico, poco distante dalla facoltà di Economia, proprietà dell’Erdis. Qui va un po’ meglio, dato che è stato recentemente ristrutturato. Ma si poteva far di più. Le stanze, per due persone, sono troppo piccole, e in alcune c’è una sola scrivania. Piccoli anche gli armadi. Oppure, visto lo scarso spazio a disposizione, sistemati in modo “spericolato” e ingombrante e quindi, di fatto, difficilmente utilizzabili. E per sistemare le proprie cose tra gli studenti trionfa l’arte d’arrangiarsi. Piccoli anche i bagni – alcuni non arrivano a 2 metri quadri o poco più – il cui stato ricorda quello dello studentato di via Brecce Bianche: umidità, muffa sui muri, quasi tutti senza finestre, ventole d’areazione non funzionanti o assenti Peraltro il rapporto non è di un bagno per ogni residente. In alcuni appartamentini i servizi igienici servono 2 stanze, quindi ad uso 4 persone.

Una delle camere

LA RIDUZIONE DEL NUMERO DI ALLOGGI PER BORSISTI – Un fenomeno stabIle, secondo gli studenti, da qualche anno. Gli iscritti che hanno diritto all’alloggio sono di più rispetto alla disponibilità. Come mai? Per lo studentato dell’Univpm in via Lambro, a Torrette, logisticamente molto adatto agli iscritti di Medicina, è scattato il “de profundis”. Addio ai 60 posti, chiuso da molto tempo, hanno deciso di abbatterlo. Trenta borsisti hanno trovato “rifugio”, per fortuna, grazie ad un accordo fortemente, nel residence “Stella Maris” di Collemarino. Blindato dal 2016 anche lo studentato in zona porto di via Saffi, che ospitava 68 ragazzi e ragazze. Di proprietà Univpm, è gestito dall’Erdis, che nello stesso complesso edilizio ha i suoi uffici attivi. Per questi ambienti, dove non si dorme, c’è l’agibilità. Ma lo studentato non è a norma per l’abitabilità. Per garantirla occorrono lavori per 2 milioni di euro, che l’Univpm dovrebbe stanziare. Tempi brevi per la progettazione, a carico dell’Erdis. E i tanto attesi 88 posti letto suppletivi frutto del modernissimo neonato studentato frutto della riconversione dell’ex Istituto Buon Pastore in via Birarelli, nel cuore di Ancona antica? C’è da aspettare ancora. L’immobile è pronto dal 14 dicembre. Ma sarà ad uso foresteria per docenti, dottorandi e ricercatori. Gli studenti borsisti dovranno aspettare il prossimo anno accademico.

 

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