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Torneranno ad Ancona
i quadri della famiglia Ferretti

ARTE - L'ingegnere Ottavio, tra gli eredi di una delle casate nobiliari più antiche della città, ha sottoscritto un testamento per riportare parte delle opere nel palazzo Mengoni-Ferretti, quello che ospitava la biblioteca
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La facciata di Palazzo Mengoni Ferretti

 

Alcune opere della famiglia Mengoni-Ferretti torneranno ad abbellire i palazzi storici di Ancona. Sono le indicazioni contenute all’interno del testamento redatto dall’ingegnere Ottavio Ferretti, morto a Milano a 90 anni lo scorso maggio e tra gli ultimi discendenti di una delle famiglie nobiliari più antiche di Ancona, presenti in città fin dal Duecento. Nel testo, l’ingegnere ha espresso la volontà di donare al Comune 17 opere custodite a casa sua, parte della collezione che un tempo abbelliva il palazzo Mengoni-Ferretti, ceduto dalla famiglia al Comune dopo la Seconda Guerra Mondiale e divenuto contenitore della biblioteca comunale. Tra le opere indicate da Ferretti ci sono 15 ritratti (quasi tutti dei componenti della sua famiglia), un dipinto con la crocifissione e san Francesco, un disegno con la veduta della città dorica. Stando alle indicazioni, il primo nucleo dovrà essere collocato proprio nel palazzo della biblioteca, il dipinto nella pinacoteca Podesti e il disegno destinato al Museo della Città. Ad Ancona arriveranno quasi certamente 14 opere: due ritratti e il dipinto, infatti, non sono stati trovati a casa dell’ingegnere. Le operazioni di trasferimento sarebbero già state attivate sotto il coordinamento della Soprintendenza.

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