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Raid alla Cantine del Cardinale:
tagliate 300 piante di visciole
«Un disastro, ma non ci arrendiamo»

SERRA DE' CONTI - Ignoti hanno agito nel pomeriggio di lunedì e con una motosega hanno segato di netto i fusti che assicuravano le produzioni di eccellenza dell'azienda agricola della famiglia Cardinali: «Come è possibile che nessuno si sia accorto di nulla?»
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Le piante di visciole tagliate

 

di Talita Frezzi

Le hanno trovate così, distese a terra come soldati morti. Trecento piante di visciola, cuore della produzione delle Cantine del Cardinale di Serra de’ Conti, sono state segate di netto usando una motosega. Un raid in piena notte che ora mette in ginocchio la piccola azienda a conduzione familiare che aveva eletto i prodotti come un’eccellenza sotto al marchio ‘la Visciolata del Cardinale’.

E forse proprio questa eccellenza può essere stata la miccia che ha acceso il raid, compiuto forse tra il pomeriggio di lunedì e la notte. I titolari se ne sono accorti ieri mattina, disperati hanno tentato la conta dei danni, che sono troppo ingenti. Così tanto da far pensare di chiudere l’azienda. Almeno era così fino a ieri, quando si è messo in moto il motore della solidarietà alimentato stavolta non solo dalla generosità, ma anche dalla rabbia verso chi possa aver commesso una atrocità del genere. «Non mi so capacitare di chi possa fare una cosa del genere – dice Luca Cardinali, titolare insieme alla sorella dell’azienda – non abbiamo nemici, né ricevuto minacce. Però chi ha tagliato le piante sapeva bene come fare, era una mano esperta che ha usato una motosega e ha fatto un taglio netto. Un taglio che non lascia la possibilità di salvare la pianta. E quindi la produzione». Luca è addolorato, ha iniziato a coltivare quel fazzoletto di terra tra Serra de’ Conti e Montecarotto circa 15 anni fa col padre, la terra è anche legame di sangue.
«Come è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? Il campo è a ridosso della Montecarottese, ci passano tante macchine – dice ancora Cardinali – è assurdo. Adesso siamo fermi per almeno quattro anni, ci vorrà tempo prima che le nuove piante ricrescano». Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Jesi che stanno vagliando tutte le piste investigative. Intanto, come detto, si è attivata la macchina della solidarietà per far sì che questa giovane azienda non sia costretta a chiudere e che quattro persone possano sostenersi, vivere, lavorare, avere una dignità, proseguire nel normale svolgimento delle loro vite. Si sta attivando un crowfounding per acquistare la materia prima e continuare la produzione finché non sarà piantato un nuovo viscioleto. «Non mi abbatto – conclude Luca Cardinali – certo sulle prime ero scoraggiato ma non mi arrendo. E’ disastroso ma risorgerò più forte di prima, sento tanto bene attorno a me da migliaia di persone. Grazie alla raccolta fondi che sta per partire ci rimetteremo in piedi. E non la daremo vinta a chi pensava di fermarci con questi metodi». Sull’episodio è intervenuta la Coldiretti: «Coldiretti Ancona esprime vicinanza a Luca e Giselle Cardinali, titolari delle Cantine del Cardinale, per l’inqualificabile episodio che ha portato distruzione nel viscioleto aziendale. Un accadimento inquietante che scuote la tranquillità della nostra provincia. Confidiamo in una pronta risposta da parte degli inquirenti e ci mettiamo a disposizione per sostenere questi due giovani agricoltori in questo momento di difficoltà».

 

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