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Va in Grecia per il compleanno della figlia,
la polizia lo arresta per inadempienza
nell’assegno di mantenimento

SASSOFERRATO - Domani mattina Emilio Vincioni comparirà davanti al giudice di Atene per l'udienza del processo per direttissima: sta versando 400 euro mensili invece di 550. L'associazione Penelope Marche lo sta supportando nella sua battaglia per riavere la bambina
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Emilio Vincioni con la sua bambina che domani, 3 febbraio compirà 4 anni

 

Era partito per la Grecia con una valigia piena di regali per andare a festeggiare il compleanno della sua bambina. Atterrato all’aeroporto di Atene ha scoperto che la ex moglie aveva presentato una nuova denuncia nei suoi riguardi. Il marchigiano Emilio Vincioni, un papà di Sassoferrato, è stato fermato ieri, sabato 1 febbraio, dalla polizia greca appena sbarcato nello scalo ‘Eleftherios Venizelos’. E’ stato trattenuto e accompagnato per tutta la notte in tre diversi posti di polizia della capitale greca, con l’accusa di inadempienza parziale del versamento dell’assegno di mantenimento per la figlia. Invece di pagare i 550 euro mensili fissati dal magistrato, ne sta versando solo 400. «La cifra imposta dal giudice greco è troppo esagerata, ma comunque Emilio la sta pagando anche se non interamente. Lui è devastato economicamente, la moglie non gli da notizie della figlia ed è costretto ad andare in Grecia se vuole vederla» spiega Giorgia Isidori, presidente di Penelope Marche, l’associazione che sta supportando il papà nella sua battaglia.

«Emilio è vittima di sottrazione internazionale di minore perché, dalla nascita, la bimba è trattenuta ad Atene dalla mamma, – rimarca la presidente Isidori – Il giudice greco lo ha spogliato del suo ruolo di padre e gli ha concesso solo il diritto di fare qualche visita alla piccola. In questi lunghi  anni l’avrà abbracciata solo una trentina di volte. Come associazione stiamo dare voce a questo papà ridotto a fare il turista, che in queste ore, dopo il suo arresto, sta lanciando accorati appelli sui social media». In attesa dell’udienza per direttissima, Vincioni è stato rilasciato ed ora si trova in un albergo della capitale ellenica. «Domani mattina comparirà davanti al giudice per il processo per direttissima che, da quanto racconta lui stesso, le autorità avrebbero voluto celebrare già oggi, domenica. – aggiunge l’avvocato Federica Guarrella, legale di ‘Penelope Marche’ – Come associazione abbiamo subito attenzionato l’ambasciata italiana in Grecia per sinceraci che gli fosse garantita un’adeguata assistenza legale e gli fosse affiancato un traduttore. Emilio sta combattendo in tutte le sedi per poter rivedere la figlia». La separazione dalla moglie di origine greca, si è trasformata in un girone dantesco per questo padre costringendolo ad innescare ormai da 4 anni un braccio di ferro legale per vedere riconosciuti i suoi diritti di genitore. Dopo essersi innamorato della futura moglie durante una vacanza nell’isola di Kos, nel 2012, un anno dopo l’aveva portata all’altare. Nel 2016, al 7-8 mese di gravidanza la donna ha insistito e scelto di partorire in patria con la promessa di tornare in Italia appena possibile. Due mesi dopo il lieto evento ha, però, annunciato al coniuge di non non essere più intenzionata a rientrare a casa ed è iniziata una guerra di carte bollate che oltre a coinvolgere i tribunali di Ancona e di Atene è approdata fino alla Corte di Giustizia Europea. Nel 2017 i giudici lussemburghesi hanno ritenuto lecito il trattenimento della bimba in Grecia sul mero presupposto che la bambina non è mai stata sul territorio italiano. Pertanto il tribunale di Atene ha deciso di non rimpatriare la bimba e nel 2018, senza contraddittorio delle parti e senza tener conto che sono ancora pendenti cause nelle aule giudiziarie di Ancona (anche un procedimento penale per sottrazione internazionale di minore), ha concesso l’affidamento esclusivo temporaneo alla ex moglie di Emilio Vincioni stabilendo l’entità dell’assegno di mantenimento. Un importo che il genitore italiano ha contestato. Ieri l’ultimo passaggio di un percorso a ostacoli, di sofferenza personale. «Io non mollo» annuncia, però, via facebook il papà.

(m.p.c.)

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