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Dai Verdi ok a Mangialardi
«Priorità è alleanza per il clima»

MARCHE 2020 - Il partito chiede a Uniti per le Marche e +Europa di dialogare con la figura indicata dal Pd per le regionali. La consigliera Pergolesi dopo l'addio ai 5 stelle potrebbe invece dare un «contributo per un candidato governatore civico». La bacchetta la deputata Terzoni del Movimento: «Il centrosinistra è ferocemente impegnato a dividersi sui nomi e a recuperare qualche isolato personaggio che ha lasciato il M5S»
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Maurizio Mangialardi alla direzione regionale del Pd

 

Mangialardi sì per il Pd e no per il resto del centrosinistra. Con l’eccezione però dei Verdi che oggi, in una nota di Adriano Cardogna e Marica Bruno, invitano Uniti per le Marche (di cui fanno parte insieme a Psi e Civici) e +Europa a cominciare «una interlocuzione immediata con Maurizio Mangialardi». Insomma, la figura del sindaco di Senigallia e presidente Anci Marche stuzzica anche la compagine green della coalizione, che chiede prima di tutto un accordo sul programma che abbia l’emergenza del surriscaldamento globale al primo posto.

«Nelle Marche bisogna suggellare un patto per una grande alleanza per l’equità generazionale, lo sviluppo sostenibile e l’ambiente – dicono i Verdi – La nostra generazione è la prima a sperimentare il rapido aumento delle temperature in tutto il mondo e probabilmente l’ultima che effettivamente possa combattere l’imminente crisi climatica globale, bisogna lanciare un’alleanza per il clima che deve agire subito e l’azione deve essere rapida e decisa. Il Cambiamento climatico è la sfida del nostro tempo. Maurizio Mangialardi alla guida dell’Anci, ha dimostrato anzi tempo grande attivismo su questi temi, facendosi promotore e sottoscrittore insieme a Gianluca Carrabs con Svim del Patto dei Sindaci, coinvolgendo tutti i comuni delle Marche, dando ai sindaci un ruolo attivo nelle politiche di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. Oggi è imprescindibile una grande alleanza per il clima che parte da Uniti per le Marche, +Europa ai Civici di Massimiliano Bianchini, per aprirsi alle più importanti esperienze civiche del nostro territorio. Dobbiamo impegnarci nell’attuazione di politiche attive, per garantire a tutti i cittadini i servizi pubblici essenziali, dalla sanità ai servizi sociali, dal lavoro, all’istruzione, migliorando i risultati ottenuti negli ultimi cinque anni. Con loro disegneremo il nuovo modello di sviluppo delle marche più equo, sostenibile e legalitario».

Romina Pergolesi, consigliere regionale del Movimento 5stelle

Di altro avviso però, almeno ieri sera, il resto della compagine, che comprende Italia Viva, Articolo1, Azione, Diem 25, Italia in Comune, Le nostre Marche. Alla riunione che ha sancito il no a Mangialardi non è passata inosservata (e anzi è stata segnalata appositamente nella nota inviata in tarda serata), la presenza di Romina Pergolesi, consigliera regionale ormai ex 5 stelle uscita dal Movimento sbattendo la porta. «Nella coalizione di centro sinistra sono un’osservatrice esterna, se il partito di maggioranza avrà il coraggio di allargare seriamente alle esperienze della società civile, darò il mio contributo per un candidato governatore civico – dice oggi Pergolesi -. In tanti mi hanno chiesto di ricandidarmi e presentare una lista civica, ma ho già detto che in questo particolare periodo della mia vita ho scelto di dare priorità alla mia famiglia – spiega la consigliera regionale -. Voglio comunque impegnarmi per dare la possibilità ai cittadini, che me lo hanno chiesto, di poter votare ed eleggere persone della società civile che in questi anni si sono spese per il bene comune con uno strumento democratico e partecipativo».

Patrizia Terzoni

Patrizia Terzoni, deputata del M5s, rimarca che il Movimento «sta lavorando alacremente assieme ai cittadini per costruire un programma in cui dare risposte ai problemi del lavoro, della sanità, delle infrastrutture, dell’ambiente, del sisma» mentre il centrosinistra «è ferocemente impegnato a dividersi sui nomi dei candidati e a recuperare qualche isolato personaggio che ha lasciato il M5S (il riferimento è a Pergolesi, ndr). Il tutto – aggiunge Terzoni -, mi sembra connotato da un personalismo assolutamente eccessivo quando la realtà si cambia facendo giocare una squadra coesa. Per carità, ognuno è libero di fare come ritiene più opportuno, anche se mi piacerebbe poter discutere di temi e contenuti con chi sfideremo alle elezioni. Sarebbe occasione di crescita per la politica e soprattutto per le Marche. Per qualcuno invece le elezioni sembrano una grande lotteria dove vincere un biglietto fortunato e non un’occasione di sviluppo del nostro territorio, pur partendo da idee e approcci differenti. Noi lavoriamo ogni giorno per dare risposte ai cittadini e abbiamo scelto di non allearci con i vecchi partiti perché ci sembra di essere gli unici a voler esprimere concretamente questa volontà. Con questo centrosinistra non vi era alcun margine di discussione per correre assieme e la cronache lo stanno dimostrando», conclude la Terzoni.

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