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Sconcerto a Castelbellino per Nikita,
morto nel sonno a 16 anni

CASTELBELLINO - Una comunità distrutta dal dolore per il decesso improvviso dello studente appassionato di rugby. Il giovane si è spento forse a causa di un malore. Saranno gli esami autoptici a chiarirlo
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Nikita Panfoli in campo con la sua squadra, la Jesi rugby U18

 

di Talita Frezzi

Sconcerto, dolore e grande commozione a Castelbellino per Nikita Panfoli, il sedicenne trovato morto a letto questa mattina dalla mamma. Il ragazzo, studente al liceo artistico Mannucci di Jesi, aveva puntato la sveglia molto presto e la madre Helenia – con cui viveva in un appartamentino vicino al parco Le Querce della frazione Stazione – vedendo che non si alzava, è andata in camera da letto a svegliarlo, trovandolo esanime. Non dormiva il suo ragazzo, non respirava. Inutile, purtroppo, l’allarme al 118. Non c’è stato nulla da fare per lui. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della Compagnia di Jesi, che hanno cercato di confortare la povera madre e hanno effettuato tutti i rilievi del caso. Uno strazio anche per loro, uomini e padri sotto le divise.
La salma del povero ragazzo è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Torrette dove sarà sottoposta ad autopsia nei prossimi giorni.
La notizia della tragedia si è diffusa velocemente raggiungendo Castelbellino e Jesi, dove il 16enne era molto conosciuto. Studente del liceo artistico, era uno sportivo: praticava il rugby fin da bambino. Giocava nello Jesi Rugby, categoria under 16 e under 18. Un punto di riferimento per i compagnia di squadra, ben voluto e stimato anche dai dirigenti per la sua capacità di fare squadra, per la determinazione e la generosità in campo e fuori. «Con immensa tristezza nel cuore ci stringiamo intorno al dolore della famiglia per la prematura scomparsa di Nikita, nostro promettente giocatore dell’U18. Ciao giovane guerriero», il messaggio della società sportiva Jesi Rugby. Solidarietà al club jesino anche da parte del Fabriano Rugby: «Il club abbraccia gli amici dello Jesi Rugby per l’improvvisa scomparsa del giovanissimo Nikita, atleta dell’under jesina. In questo momento di dolore ci stringiamo attorno alla famiglia dell’atleta e dello Jesi rugby», fa sapere il presidente del Fabriano Rugby Pascal Antoine.

Il saluto sui social della società Jesi Rugby al giovane Nikita

Difficile comprendere come un ragazzo così robusto, vitale, oltretutto uno sportivo che svolgeva attività agonistica (con tutti i certificati medici regolarmente presentati periodicamente) possa essere morto nel sonno. Si era ristabilito velocemente dopo un grave incidente in scooter il settembre scorso, quando un’auto lo aveva investito in via Roma a Jesi e aveva riportato tre fratture a un piede. Aveva sopportato un intervento chirurgico piuttosto delicato, ed esattamente come un guerriero, era tornato in piedi, di nuovo in campo. Impossibile per i familiari e gli amici accettare questa tragedia. La collettività si stringe alla famiglia. Studenti e docenti del liceo Mannucci sono sgomenti. Distrutti i compagni di classe, la III A. «Non ci sono parole per esprimere il dolore per la scomparsa di un nostro figlio», dicono docenti e dirigenti, profondamente colpiti dalla tragedia, avvenuta oltretutto in un momento delicatissimo in cui non si potranno fare manifestazioni collettive di vicinanza ai familiari. «In una situazione di questo tipo purtroppo non ci sono parole di conforto né di aiuto – dice commosso il sindaco di Castelbellino Andrea Cesaroni – ci stringiamo alla famiglia che sta vivendo questo dolore. Sono tragedie troppo grandi per essere affrontate. E’ difficile ogni parola, non ce ne sono in questo momento». 

 

Sedicenne trovato morto a letto dalla madre

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