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Travolto da un treno,
muore giovane arbitro

TRAGEDIA A PORTO POTENZA - Antonio Martiniello, colpito poche settimane fa da un Daspo per una testata a un portiere, è finito sotto a un convoglio sulla linea Adriatica. Era ai domiciliari per stalking e oggi i carabinieri sono andati a casa sua perché era stato disposto l'aggravamento della misura
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Il luogo della tragedia

 

di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)

Ha saltato la recinzione, attraversato il binario ed è scomparso sotto ad un treno in transito verso nord. E’ morto così, travolto dal convoglio poco prima della casa di cura Santo Stefano, di fronte allo chalet Lo Scoglio, l’arbitro Antonio Martiniello. I carabinieri erano andati a casa per notificargli un ordine di carcerazione, un inasprimento rispetto la misura detentiva degli arresti domiciliari ai quali era costretto per un reato legato allo stalking. Il motivo dell’aggravamento della misura era legato a minacce che avrebbe fatto nei giorni scorsi ai carabinieri e perché si era anche sfilato il braccialetto elettronico che doveva portare mentre era ristretto a casa.

Oggi era il suo compleanno, aveva compiuto 31 anni. Una storia terribile, un dramma nel dramma nella vita di questo arbitro originario di Napoli ma che viveva a Porto Potenza. Oggi pomeriggio attorno alle 15,30 i carabinieri hanno bussato alla sua porta per portarlo in carcere. Ma lui si è blindato all’interno. Gli uomini dell’Arma hanno chiesto il supporto dei vigili del fuoco per aprire la porta dell’abitazione di via Pergolesi, ma lui nel frattempo ha aperto la finestra ed è scappato. Ha attraversato di corsa la statale, ha raggiunto la ferrovia, si è arrampicato scavalcando velocemente la massicciata e si è buttato sotto al treno in transito. In quel momento infatti un convoglio stava viaggiando verso nord, il treno ha fischiato, ma non ha potuto evitare l’impatto. Nel frattempo i carabinieri sono riusciti ad entrare in casa, ma il giovane arbitro non c’era più. La ricerca del 31enne è durata pochi minuti, il corpo di Martiniello era sui binari della ferrovia adriatica. Sul posto poco dopo sono arrivati i carabinieri, i vigili del fuoco, la polizia municipale. In un primo momento anche Icaro si è alzato in volo, per poi rientrare a Torrette. La notizia è arrivata subito anche ai familiari del ragazzo, la madre, il padre, la sorella, amici e conoscenti. I congiunti si sono diretti nel piazzale di fronte a via Toscanini e hanno manifestato il proprio dolore. Momenti di tensione anche con le forze dell’ordine. «Ve lo dicevo che faceva una pazzia, non stava bene, ve lo dicevo che ve lo avrei portato in caserma» continuava a gridare il padre. L’odissea di Antonio Martiniello era cominciata all’inizio di febbraio quando la Questura ha disposto un daspo per l’arbitro a causa di una testata data ad un portiere durante una partita di seconda categoria. La sanzione era della durata di un anno. Poi 15 giorni fa la reclusione domiciliare dopo la denuncia dell’ex fidanzata che lo aveva accusato di stalking e violenza privata. Oggi i carabinieri gli avrebbero dovuto notificare un inasprimento della pena con la detenzione in carcere.

(Ultimo aggiornamento alle 19,25)

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