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«La salute dei lavoratori non ha prezzo»
Sciopero di otto ore alla Fincantieri

ANCONA - I sindacati ritengono «che non si sono le condizioni in cantiere per garantire la salvaguardia dei lavoratori»
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Il volantino di proclamazione dello sciopero ai cantieri

 

Sono comparsi nel pomeriggio i volantini che comunicano ai lavoratori del cantiere «8 ore di sciopero per tutti Fincantieri e ditte appalto» per la giornata di domani, invitando «le maestranze a non effettuare prestazioni straordinarie nelle giornate di sabato e domenica».
Il volantino, a firma della Rsu Fincantieri Ancona, spiega inoltre che «non garantiamo nessun presidio e nessuna assemblea in rispetto delle norme vigenti. L’Rsu ritiene che nei prossimi giorni si debba ricorrere ad ammortizzatori sociali ed esclude l’utilizzo di ferie collettive. Non escludiamo – viene aggiunto – ulteriori forme di lotta per la prossima settimana». Tutto ciò perché l’Rsu «ritiene che non ci sono le condizioni in cantiere per garantire la salute e la salvaguardia dei lavoratori all’interno dello stabilimento così come previsto dal Dcpm». Fa sentire la voce anche la segreteria della Fiom Marche che, in una nota, spiega che bisogna «tutelare la salute e difendere il lavoro per fermare il contagio. La drammatica situazione che si sta vivendo a causa del dilagare del virus Covid-19 richiede degli interventi straordinari generalizzati per tutta la società. La considerazione che il Governo ha dimostrato nei confronti delle lavoratrici e lavoratori dipendenti del privato – si afferma – non restituisce la dignità a chi da sempre porta avanti il Paese. Ancora una volta vengono scaricate sulle persone le responsabilità che spetterebbero a chi governa ma evidentemente non ha la reale percezione di come si vive dentro le fabbriche e nei posti di lavoro in generale, con il rischio che si trasformino in ulteriori focolai». Per questi motivi la Fiom delle Marche «ritiene inaccettabile questo paradigma dove, anche in una situazione di emergenza sanitaria, resta al centro il profitto a discapito della salute di tutti. E’ necessario individuare gli strumenti per permettere alle produzioni di fermarsi e alle persone di rimanere a casa, così come da disposizioni del Governo, che comunque valgono solo per alcuni per ripartire quando ci saranno le condizioni: ammortizzatori sociali, strumenti di sostegno al reddito e alle imprese per far fronte ai disagi che si dovranno affrontare. Con la massima disponibilità a contrattare anche tutti gli strumenti che sono contemplati nel Ccnl, e a modificare eventuali fermate previste durante l’anno in quanto l’emergenza è adesso, la Fiom Marche si vede costretta a chiamare, anche in questa occasione, le lavoratrici ed i lavoratori metalmeccanici delle Marche alla mobilitazione proclamando un pacchetto di almeno 8 ore di sciopero da articolare in base alle esigenze delle singole realtà, dando comunque copertura anche nelle aziende non sindacalizzate». Imprese e Governo «hanno un debito nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti – ricordano -, adesso è il momento di restituirne una piccola parte mettendo davanti al profitto la loro salute e restituendo il gettito fiscale che da sempre versano, con cui si finanzia la scuola e la sanità pubblica: se l’Italia riuscirà a superare questa crisi senza precedenti, sarà grazie allo sforzo di tutti gli operatori che operano negli ospedali e dei dipendenti privati che da sempre finanziano il Paese. Il Governo e le Imprese, tutelino la nostra salute e quella delle nostre famiglie». «Fin dal primo giorno di emergenza – scrive invece il consigliere comunale Francesco Rubini (Ancona Bene Comune) – ho evitato qualsiasi polemica politica per incentivare unità e responsabilità collettiva. La situazione di Fincantieri però grida vendetta e le spallucce del Sindaco di Ancona che, malgrado sia per legge il responsabile delle condizioni di salute della sua popolazione, dichiara di non poter far nulla nei confronti delle aziende private sanno molto di un “me ne lavo le mani” alla Ponzio Pilato. Del resto – prosegue -, sappiamo bene che non può certo essere direttamente un primo cittadino a chiudere fisicamente uno stabilimento, ma può di certo impegnarsi affinché chi ne ha la competenza si adoperi per la chiusura temporanea. Chi – si chiede -, se non il Sindaco, dovrebbe avere la forza di agire nei confronti di Prefetto, Regione, Governo e autorità sanitarie? Come Altra Idea di Città è da ieri che ci sgoliamo ovunque per chiedere interventi drastici per il cantiere navale a tutela della salute pubblica, per evitare una vera e propria bomba sanitaria. Intanto – conclude – dichiariamo il nostro pieno sostegno allo sciopero generale indetto dalla Fiom Fincantieri Ancona per la giornata di domani».
(Al. Big.)

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