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Covid Hospital a Senigallia,
nuovi posti letto per i contagiati

VIRUS - Con la riorganizzazione adottata nel weekend, il presidio potrà essere in grado di assistere venti pazienti in più
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Il pronto soccorso di Senigallia

 

Da venerdì scorso il nosocomio di Senigallia è classificato quasi completamente come ospedale Covid. La decisione è stata presa dall’Asur Marche al fine di far fronte alla crescente necessità di cure e trattamenti per pazienti affetti da Covid 19, ampliando di ulteriori 20 unità gli 80 posti letto per malati di Coronavirus già individuati nei giorni scorsi da una apposita delibera regionale. La compartimentazione adottata nell’allestimento delle sezioni dedicate non interferisce sulla separazione delle altre aree critiche, mentre l’area materno infantile, ovvero i reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria, è completamente tutelata da ogni ipotesi di contaminazione, sia dal punto di vista strutturale, sia grazie a rigorosi provvedimenti procedurali. Altrettanto salvaguardate sono poi le altre discipline riorganizzate nel nuovo monoblocco che, anche se accorpate, garantiscono le prestazioni dovute come da indicazioni regionali. Si tratta di Cardiologia, Gastroenterologia, Neurologia e Nefrologia, che mantengono, anche se contratte, le proprie attività utilizzando in maniera flessibile i posti letto a loro disposizione. Inoltre anche l’area chirurgica continuerà a garantire la propria attività, seppur limitata alle emergenze e alle urgenze. «A causa del crescere del numero dei contagi – commenta il sindaco Maurizio Mangialardi – l’Asur Marche ha disposto di aggiornare nuovamente l’organizzazione del nostro ospedale, chiamando medici, infermieri e tutto il personale sanitario a dare un ulteriore contributo per contrastare la grave emergenza sanitaria in corso. Ovviamente c’è preoccupazione per questa epidemia che non accenna a rallentare e per il personale che si trova in prima linea. Personale che, nonostante i tantissimi disagi, con grande abnegazione si è fatto trovare pronto e pienamente collaborativo di fronte a questa ennesima riorganizzazione. Per quanto ci riguarda stiamo attivando tutti i canali necessari affinché venga loro costantemente garantito l’approvvigionamento dei dispositivi di sicurezza. Non siamo ancora in grado di dire quando tutto questo finirà e quando potremo tornare alla normalità, ma una cosa è certa: in questa drammatica esperienza il nostro ospedale sta dimostrando di avere competenze professionali e umane che oltre a rendere la nostra struttura un polo d’avanguardia nella lotta al Coronavirus, testimoniano in modo oggettivo e indiscutibile la capacità di rispondere alle esigenze della popolazione, nell’emergenza come nella quotidianità».



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