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La rivolta dei tre parlamentari
e le polemiche sul Covid
dietro al siluramento di Arrigoni

I RETROSCENA sul cambio al vertice nella Lega che ha visto la nomina di Riccardo Augusto Marchetti al posto del senatore lombardo. La fronda è stata coordinata dai leghisti della prima ora come Luca Paolini. Con lui anche Giuliano Pazzaglini e Giorgia Latini
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I senatori Giuliano Pazzaglin e Paolo Arrigoni

 

di Luca Patrassi 

 Un incarico formale, che appare di circostanza, per seguire il settore Energia e il ringraziamento per il lavoro svolto. Nei modi un avvicendamento senza feriti quello avvenuto ai vertici della Lega marchigiana tra il senatore lombardo Paolo Arrigoni e il parlamentare umbro Riccardo Augusto Marchetti. Nella sostanza un defenestramento deciso dal segretario Matteo Salvini dopo l’ennesima levata di scudi di diversi parlamentari marchigiani della Lega e di diversi consiglieri regionali.

Tre, in particolare, i parlamentari ad aver chiesto ed ottenuto il cambio del commissario regionale: si tratta di Giuliano Pazzaglini, Giorgia Latini e Luca Paolini. In sostanza la fronda è stata coordinata dai leghisti della prima ora, il fronte ‘bossiano’ per intendersi. Casualmente, sia rilevato per inciso, si tratta dei tre parlamentari evocati tempo fa come coordinatori ideali della Lega dall’ex coordinatore comunale di Macerata Stefano Migliorelli che era stato sostituto proprio da Arrigoni così come il coordinamento provinciale che era guidato da Maria Letizia Marino. A sostegno di Arrigoni erano rimasti il deputato treiese Tullio Patassini e, in posizione più sfumata, il consigliere regionale fanese Mirco Carloni.

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Il giovane deputato Riccardo Augusto Marchetti è il nuovo commissario della Lega Marche

L’ultimo confronto di alcuni giorni fa tra il leader leghista Matteo Salvini e i deputati e i consiglieri regionali delle Marche ha visto toccare – oltre alla vicenda della terapia con il plasma e in più generale sulla gestione dell’emergenza Covid – anche i temi legati al rapporto con le amministrazioni comunali di centrodestra, spesso caratterizzato da contrasti come nel recentissimo caso del Covid Hospital di Civitanova che ha visto il sindaco Fabrizio Ciarapica spesso attaccato dai vertici locali della Lega. Ora si cambia: il commissario non è più un lombardo, “di Lecco” come scriveva ieri l’assessore regionale dem Angelo Sciapichetti per rimarcarne la distanza, ma un umbro. Non ancora un marchigiano, comunque. Infine il commento su Facebook di Giuliano Pazzaglini: “La Lega cambia a livello organizzativo ma non cambia obiettivo. Vincere nella regione Marche. Un ringraziamento al commissario uscente Paolo Arrigoni e un benvenuto al nuovo commissario Riccardo Augusto Marchetti, sono sicuro che sarai un grande acquisto per la nostra regione”.

Ribaltone nella Lega Marche: Marchetti nuovo commissario, Arrigoni ai saluti

 

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