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Miss Mondo, il matrimonio e un figlio:
ora Najat lotta per la vita
«Ce la faremo anche stavolta»

CIVITANOVA - Raccolta fondi per l'ex modella 35enne e mamma di un bimbo, da tre anni combatte contro un tumore al cervello. Per i medici italiani non c'era più nulla da fare, ma non si è voluta arrendere, sostenuta da suo marito Andrea Tironi, civitanovese: «Le cure sono costose, ma con l'aiuto di tutti possiamo farcela». Insieme stanno tentando la strada di una costosa cura sperimentale in Germania
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Andrea Tironi e Najat Karim

 

di Laura Boccanera

Da Miss Mondo alla lotta contro il tumore, Civitanova prega e raccoglie le forze per Najat Karim. Segni particolari: bellissima, ma soprattutto fortissima, con una grinta da leonessa e la voglia di continuare a vivere per veder crescere il suo bambino che ha 7 anni.

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Najat giovanissima durante la selezione di Miss Mondo

La storia di questa ragazza di origine marocchina di 35 anni, sposata con un civitanovese, ex modella e mamma è dolorosa. Dolorosa perché i medici che l’avevano in cura volevano trasferirla in un hospice per malati terminali, ma il marito ha firmato per uscire e ieri hanno affrontato un viaggio costellato di speranza verso la Germania. Una cura sperimentale che potrebbe donare ciò che è più prezioso, il tempo. A raccontare la sua storia è la piattaforma Gofund sulla quale l’associazione Gaia ha iniziato una raccolta fondi per sostenere le spese della famiglia in questa fase. La flebile speranza è quella legata all’Istituto di immunoterapia oncologica di Köln in Germania che attua una cura sperimentale per il tumore al cervello e che ha accettato il caso di Najat. Il male che dal 2017 affligge la 35enne si chiama astrocitoma. Inizialmente compare con una forma benigna e i medici che la seguono al Carlo Besta di Milano suggeriscono un’operazione che va a buon fine. Qualche mese di tregua, ma poi quel tumore si ripresenta, in forma più seria, al quarto stadio. E stavolta è maligno. Najat non si scoraggia, assieme al marito, il civitanovese Andrea Tironi, conosciuto pr di locali della movida e assieme al piccolo Adam fanno squadra e la giovane mamma inizia il percorso per cercare di arginare il tumore. Comincia la chemioterapia, la radioterapia sopportando cicli pesanti. La malattia inizialmente regredisce, ma poi il risultato non è quello sperato. Il tumore è ancora lì e preme sulla corteccia di Najat e per un periodo la rende incapace di parlare. Il Covid-19 non l’ha risparmiata, è risultata positiva, ma ha vinto lei quando i medici la davano per spacciata a causa di una caduta un mese e mezzo fa con cui si è fratturata anche alcune costole costringendola sulla sedia a rotelle. Per i medici di Milano le speranze di un recupero sono inconsistenti, suggeriscono un ricovero per malati terminali in un hospice. Ma Tironi non si arrende e decide di farla uscire e tentare quell’unica strada colma di speranza, la Germania. Ieri sono partiti, in auto, tutti e tre, alla volta della clinica. Ma il trattamento è molto costoso, Andrea per rimanere accanto al figlio e, anche a causa del Covid, al momento non sta lavorando ed è così che grazie ad alcuni amici, tra cui Filippo Marilungo dell’associazione Gaia, ha avviato una campagna di crowdfounding per aiutare la famiglia nelle spese. L’obiettivo è raggiungere 20mila euro. «In 24 ore la campagna ha raggiunto 8.000 euro e sta andando bene, con oltre 2700 condivisioni in poco tempo – sottolinea Marilungo – Andrea e Najat sono molto conosciuti entrambi e la loro storia ci ha colpito molto, per questo, pur occupandoci noi di minori, questa volta abbiamo voluto sposare questa causa, anche per essere vicini al piccolo Adam».

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Najat Karim

«Najat è fortissima, sempre positiva – racconta Andrea di ritorno dal primo colloquio in Germania dove ora il sangue di Najat verrà esaminato per sottoporla ad una cura personalizzata e mirata – pensa che lei ora è sulla sedia a rotelle e non si alza mai, e invece ieri eravamo in un parco e si è alzata e ha camminato da sola. Mi ha detto sento che questo posto mi porterà bene». Najat e Andrea sono innamorati come 10 anni fa, quando si incontrarono a Riccione e fu colpo di fulmine. Lui aveva 33 anni, una vita nel mondo delle discoteche, girava i locali di tutta Italia. «Le ho chiesto subito di sposarmi, pensava scherzassi perché ero ubriaco – ricorda – Eravamo invidiati da tutti, belli e felici, complici e sempre insieme, proprio come oggi. Lei sta affrontando tutto questo ormai da 3 anni in modo esemplare, sempre positiva. Dopo la prima operazione al cervello, tempo 10 giorni era di nuovo in palestra e sui tacchi. Ce la faremo anche stavolta. Per i medici doveva peggiorare e invece è migliorata. Non ci arrendiamo, le cure sono costose, ma con l’aiuto di tutti possiamo farcela». Per una donazione si può andare su Gofundme “Un aiuto per le cure di Najat”

 

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