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Inchiesta sul caporalato, la Fiom:
«Episodi di illegalità finalmente emersi»

ANCONA - Il segretario generale Fiom Marche, Beldomenico:
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Tiziano Beldomenico

 

«Dopo anni di denunce e due esposti alla Procura della Repubblica, uno nel 2015 e uno nel 2017, finalmente cominciano ad emergere tutte le situazioni di sfruttamento e di illegalità che si insinuano nella filiera degli appalti». Così Tiziano Beldomenico, segretario generale della Fiom, sull’inchiesta portata avanti dalla Guardia di Finanza sulle ditte in subappalto al cantiere navale di Ancona. Sedici quelle monitorate, 19 le persone denunciate a vario titolo per reati fiscali o inerenti allo sfruttamento del lavoro.  «La nostra organizzazione sindacale – ha fatto sapere Beldomenico in una nota –  da anni aveva messo a conoscenza e denunciato il caporalato, la paga globale  l’evasione, elusione fiscale e contributiva e l’illegalità all’ interno di un azienda pubblica e strategica come Fincantieri. Il nostro primo esposto risale a febbraio 2015 , da lì in poi ogni giorno la Fiom attraverso segnalazioni, denunce a tutti gli enti ispettivi , tra cui la guardia di Finanza di Ancona e anche attraverso la stampa ha urlato a gran voce che il modello organizzativo utilizzato per abbattere i costi della manodopera ha creato situazioni di sfruttamento per i lavoratori non accettabili. Prendiamo la notizia di oggi come un primo passo verso il cambiamento e rivendichiamo il nostro ruolo nell’indagine, avendo dato il massimo della collaborazione. Ora è il momento di aprire una seria discussione con Fincantieri che coinvolga anche l’ azionista di riferimenti (il Governo) affinchè ci sia il reale impegno che situazioni di questo tipo che vedono lo sfruttamento della parte più debole non si debbano più ripetere. La Fiom di Ancona continuerà nella sua battaglia per la difesa dei diritti dei lavoratori della cantieristica fino a quando non si ristabilirà la piena legalità».

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