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Inaugurato e benedetto il bassorilievo
“Francesco pellegrino di pace”

ANCONA - Stamattina la cerimonia alla presenza dell'arcivescovo Angelo Spina. L'opera è stata realizzata dall'artista Ettore Marinelli in occasione dell'anniversario degli 800 anni dalla partenza del santo di Assisi dal porto dorico per la Terra Santa
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Bassorilievo dedicato a San Francesco, la benedizione dell’arciovescovo Spina

 

 

Nella solennità di Pentecoste, stamattina l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, ha presieduto la Santa Messa alle ore 10.30 nella Cattedrale di San Ciriaco e, al termine della celebrazione, ha benedetto il bassorilievo “Francesco pellegrino di pace”, realizzato in occasione degli 800 anni dalla partenza di San Francesco dal porto di Ancona per la Terra Santa. Al termine della celebrazione, all’esterno della Cattedrale, l’arcivescovo ha recitato la preghiera semplice di san Francesco “Signore, fa‘ di me uno strumento della tua pace” e ha benedetto il bassorilievo dedicato al santo. L’opera in bronzo, è stata ideata dall’arcivescovo stesso, realizzata dall’artista Ettore Marinelli e fusa presso la Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone. Grazie all’autorizzazione della Soprintendenza, è stata collocata sul lato destro dell’entrata laterale della Cattedrale. Al centro del bassorilievo c’è una porta con la scritta “Ancona, porta d’Oriente, via della pace 1219-2019”, a sottolineare che Ancona, per le sue origine doriche, fondata dai greci provenienti da Siracusa nel 387 a.C., è la porta d’Oriente, con il suo porto dove si sono incontrati popoli e culture diverse. Ancona è via della pace in quanto ottocento anni fa Francesco di Assisi è partito dal porto di Ancona, disarmato, durante la V Crociata, per andare ad incontrare il sultano Al-Malik Al-Kamil in Egitto.

E’ rafigurato San Francesco su una barca che solca le onde e che entra nella porta per andare oltre, tracciando una rotta di ecologia umana e ambientale. In una mano, stretta al petto ha una colomba, segno che il suo cuore è pacifico, e nell’altra una colomba che viene inviata per andare lontano e portare pace. San Francesco è un uomo di pace e uno strumento di pace in quanto vive una dimensione religiosa, trinitaria, raffigurata con dei simboli: la nube in alto indica il Padre, la croce il Figlio, e la vela gonfia lo Spirito Santo. È l’amore di Dio che muove San Francesco ad uscire da se stesso e ad andare oltre a portare l’annuncio della buona notizia, del Vangelo, che Dio ama tutti e che ogni uomo è fratello. La vita di Francesco è stata vissuta in armonia con Dio, con il creato e con gli uomini, nel segno di una fraternità universale, come ha scritto nel Cantico delle Creature, i cui elementi sono così raffigurati: in basso a sinistra ci sono diverse specie di pesci nel mare; in alto le nuvole, la pioggia, le stelle, la luna, il sole; al lato i monti, l’albero di ulivo, l’erba e i fiori.

Significative sono le due figure in basso a destra, il lupo che guarda in alto e l’agnello ai suoi piedi che guarda verso lo spettatore. C’è un richiamo al profeta Isaia (11,6): “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello”, che collocati sotto l’albero di ulivo sono il segno della pace che san Francesco vive e porta a tutti, segno di una pacificazione possibile.
La scritta in basso: “Ottocento anni dalla partenza di San Francesco dal porto di Ancona per la Terra Santa”, sottolinea l’anno celebrativo dell’evento che vide il santo partire dal porto dorico nel 1219. In basso a sinistra c’è lo stemma di Papa Francesco e a destra lo stemma dell’Arcivescovo Angelo Spina ad indicare che la Chiesa è chiamata a portare a tutti il messaggio evangelico di pace, come ha fatto San Francesco di Assisi. In questo bassorilievo per la prima volta c’è la scritta “Ancona, porta d’Oriente, via della pace”. Un messaggio forte che impegna tutti per l’oggi e per il futuro.

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