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Porto, sequestro di camici e cuffie
a marchio contraffatto

ANCONA - L'Ufficio delle Dogane ha individuato un carico di 12.300 dispositivi di protezione monouso proveniente da Durazzo, prodotti in Albania e destinati a un rivenditore operante nella provincia di Verona. Contestato il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci
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Il sequestro del carico di Dpi al porto di Ancona

 

Al porto di Ancona sequestrate 12.300 dispositivi di protezione, tra camici e cuffie monouso, con marchio Ce contraffatto. Nel dettaglio i funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Ufficio delle Dogane di Ancona hanno individuato e sequestrato all’interno di autoarticolato, sbarcato da un traghetto proveniente da Durazzo, un carico composto da 2.300 camici e 10.000 cuffie monouso, prodotti in Albania e recanti marchio Ce contraffatto, altrimenti destinati a rivenditore operante nella provincia di Verona. Avvalendosi delle banche dati in dotazione, i funzionari doganali, al termine di accurati controlli effettuati sia sulla merce e sia sulla documentazione presentata a supporto, hanno contestato il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 Codice penale) e proceduto al sequestro dei Dpi. Il marchio Ce rappresenta infatti per il consumatore garanzia della conformità dei prodotti – ricorda in una l’Ufficio dogane – su cui è apposto alla norma unionale, attestando la qualità e la sicurezza dei prodotti che ne sono provvisti per tutto il ciclo di utilizzo.

L’operazione conferma quindi la capacità di Adm, che fin dalle prime fasi dell’emergenza Covid-19 ha contribuito a facilitare e a rendere sempre più celeri le procedure di sdoganamento allo scopo di fornire diretto supporto all’approvvigionamento di tutti i dispositivi medici e di protezione individuale utili al contrasto della pandemia, di eseguire e sviluppare la propria mission attraverso controlli mirati e selettivi, garantendo sì la rapida circolazione dei prodotti conformi alla norma, ma al contempo mantenendo la capacità di individuare e estromettere dal mercato quelli non conformi agli standard di qualità e sicurezza, e di perseguire perciò gli operatori che non operano nel rispetto delle regole.

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