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«Un esame così?
Non ce lo saremmo mai aspettato
Ma che bello tornare a scuola»

ANCONA - Ansia, tensione, ma anche emozione dettata dal ritrovarsi in aula dopo un'assenza durata oltre tre mesi per gli studenti che questa mattina hanno affrontato la maxi interrogazione prevista dal Ministero. Siamo stati tra i ragazzi del Savoia-Benincasa e del Rinaldini: «Questa prova è stata una novità nella novità, non vedevamo l'ora di rivedere i professori»
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L’ingresso del Savoia-Benincasa

di Alberto Bignami (foto di Giusy Marinelli)

Quella iniziata oggi è senza dubbio una maturità unica e diversa, arrivata dopo un quadrimestre annullato – almeno in presenza – dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Chi a settembre si è seduto sui banchi di scuola per l’ultimo anno non avrebbe mai pensato di affrontare un esame del genere: una sola prova, una maxi interrogazione della durata di un’ora con la presentazione di un elaborato redatto in forma multimediale dal candidato.Un test fuori dall’ordinario, ma le emozioni sono state quelle provate da ogni maturando. Forse, ancora più forti perchè gli studenti sono tornati a scuola dopo un’assenza di oltre tre mesi.

Gianmarko Huaman

«Mi sono trovato di fronte ad un esame diverso rispetto a quello che di cui parlavamo all’inizio dell’anno – dice Gianmarko Huaman, studente dello Scientifico Savoia-Benincasa  – e comunque difficile. E’ stata senza dubbio una novità nella novità. La mia prova è durata un’ora o forse poco meno. Il futuro? Probabilmente all’università di Ingegneria». Il ritorno a scuola non solo «non mi ha fatto dormire la notte prima – riprende – per l’emozione e la tensione, ma è stato anche nostalgico. Senza dubbio mi mancheranno le lezioni e i professori che spiegavano sempre con passione la loro  materia». Un esame non semplice «perché la preparazione è stata più complicata – dice Julia Natalia Arciello, uscita dal Linguistico – perché tutto era più incerto. Nella maturità cosiddetta ‘normale’, sapevamo quale sarebbe stato l’approccio con esso già ormai da diverso tempo mentre con questa maturità, tutto è cambiato nel giro di poco».

Julia Arciello

E’ entrata alle 8 Giulia Vicini, studentessa del Linguistico. «Ero molto sicura di me e l’esame è andato benissimo – spiega -. Ieri non ho dormito e ora, che è passato tutto, so che mi mancherà questo istituto. E’ una grande famiglia e mi auguro che tutti gli alunni futuri, possano trovarsi in una classe come la mia. Ora, mi aspetta Forlì, dove studierò Scienze Internazionali e Diplomatiche». Martina Belvederesi del Linguistico: «Poter rivedere i professori dopo tutto questo tempo è stata una gioia, non vedevo l’ora. Avevo anche un po’ di paura dell’esame, però c’era tanta voglia di rivedere tutti. Spero nel viaggio post maturità dopo tutto quello che abbiamo passato». Giulia è stata attesa, oltre dalle amiche, anche dalla mamma, Katia Oro: «Con le lezioni a distanza sono stati giudiziosi, hanno sempre partecipato in maniera costante. Ma spero comunque che a settembre tutti gli studenti possano tornare sui banchi di scuola». Al liceo musicale Rinaldini è stata la giornata dei percussionisti. Si sono esibiti con gli strumenti e poi hanno discusso l’elaborato: «Durante le prime battute della prova ero un po’ teso – dice Nicola Luberti che ha presentato un elaborato sull’analisi musicale  – perché era da tanto che non vedevo i professori e tornavo a scuola. Non è stato un anno facile, la didattica a distanza ha i suoi limiti». A causa dell’emergenza Covid, gli studenti del musicale hanno anche dovuto rinunciare alle esibizioni programmate nei concerti.

Martina Belvederesi

Giulia Vicini

Nicola Luberti

Il liceo Rinaldini

Maturità ai tempi del Covid: «Elaborato multimediale e distanza In aula senza plexiglas»

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