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Lindita Elezi verso la presidenza de
“L’Italia delle minoranze”:
«Dare voce agli albanesi in Italia»

POLITICA - Già capogruppo nella lista civica di maggioranza “Patto per Jesi” e commissaria regionale alle Pari Opportunità, ha preso parte a Roma alla presentazione del neonato gruppo politico per sostenere la comunità arbëreshe. L'obiettivo è ottenere una rappresentanza in Parlamento
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Lindita Elezi

 

di Talita Frezzi

Dalla città di Jesi e l’incarico come commissaria alle Pari Opportunità della Regione Marche alla guida di un progetto politico nazionale: “l’Italia delle Minoranze”. E’ l’obiettivo che si pone Lindita Elezi, di origine albanese, che ha preso parte ieri a Roma all’assemblea nazionale del Movimento politico “Italia del Meridione” dipartimento Minoranze. L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti della comunità arbëreshe (gli albanesi arrivati e stanziati in Italia ben 500 anni fa) e albanese provenienti da 7 regioni d’Italia per gettare le basi di un nuovo progetto politico.
Lindita Elezi, quanto è numerosa la comunità albanese in Italia?
«Siamo quasi un milione, concentrati in 50 comuni per lo più nelle regioni del sud Italia con comunità autonome dove vengono mantenuti usi, costumi, religione, cultura e lingua. Piccoli comuni sorti da esuli dall’Albania nel XV secolo in fuga dai turco-ottomani. Siamo presenti in particolare in Calabria (ad Acquaformosa, Lungro, Firmo, Spezzano Albanese che è tra le comunità più numerose di etnia, cultura e lingua arbëreshe, ovvero italo-albanesi oppure Civita, tra le storiche comunità albanesi d’Italia…). Altre comunità si sono ben insediate in Sicilia (nella piana degli Albanesi dove viene prodotta la tipica ricotta per i cannoli siciliani), in Abruzzo, Puglia, Molise…».
Nelle Marche?
«Nella nostra regione c’è una minore presenza di queste comunità, concentrata nel sud, verso Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, ma si tratta per lo più di famiglie che si sono spostate dal vicino Abruzzo».
Perché nasce il progetto politico sulle minoranze?
«Vogliamo garantire diritti alla nostra comunità, essere un punto di riferimento per gli albanesi in Italia e dare loro una mano ad accedere ai fondi europei che sono già a disposizione in base alla Legge 482 del 1999 per le minoranze linguistiche. I fondi si sono ridotti da venti a tre milioni di euro, ma occorre accedervi nel modo giusto per valorizzare la legislazione, indispensabile per continuare a mantenere viva l’identità arbëreshe, comunità linguistica più longeva d’Europa».
Da quanto state lavorando per questo progetto politico?
«Siamo all’inizio. Grazie al presidente nazionale del Movimento Italia del Meridione Orlandino Greco, che a sua volta ha nominato come coordinatore Cataldo Pugliese affidandogli la delega alle minoranze, abbiamo intrapreso questa battaglia di diritto».
Anche per lei questa partecipazione all’assemblea nazionale può significare un nuovo grande impegno.
«In realtà sì, mi hanno proposto per la nomina a presidente nazionale del progetto politico “Italia delle Minoranze”. Un impegno che cercherò di portare avanti con tenacia, siamo il popolo più numeroso in Italia e ci batteremo con impegno e passione per rappresentare in Parlamento i diritti delle minoranze, sottoponendo proposte e soluzioni, partendo dall’insegnamento della lingua e dalla valorizzazione delle nostre tradizioni, cultura e dei nostri edifici sacri che sono considerati patrimonio dell’Unesco per la loro maestosità e bellezza. E’ arrivato il momento di unire le forze per creare un punto di riferimento in Italia, di questa importante e affascinante minoranza etnico linguistica».
Quali i prossimi step?
«All’assemblea erano presenti rappresentanze di 7 regioni, dobbiamo chiamare a raccolta l’elettorato delle nostre comunità composto da circa un milione di persone, coinvolgere le associazioni e riunirci. Chiediamo un riconoscimento politico e culturale sullo scacchiere europeo. Nessuno più degli arbëreshe ha il diritto morale e politico di essere il primo interlocutore in Europa per la grande Albania tutta».
Il vostro movimento guarda più a destra o a sinistra?
«Come ha ben sottolineato durante l’assemblea il portavoce nazionale Cataldo Pugliese, l’essenza del movimento politico non è né di destra né di sinistra ma pone al centro le comunità e i territori. Fino ad oggi è mancata la capacità di fare unione tra i 50 comuni arbëreshe d’Italia, non basta l’associazionismo se pur ovviamente prezioso ed indispensabile, ma urge oggi più che mai creare una voce politica che si renda protagonista delle proprie esigenze, ricchezze e bellezze. E’ necessario organizzare un incontro con il Ministro degli Esteri Di Maio per evidenziare le nostre priorità, affinché vengano garantiti i necessari riconoscimenti nel Parlamento italiano a noi arbëreshe che da oltre cinque secoli siamo la massima rappresentazione di integrazione sociale in Europa».

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