facebook rss

Elezioni regionali - risultati in tempo reale

L’impresa di Leonardo Buratti:
il giro delle Marche in bici in sole 16 ore

MARCHE - Il 25enne di Amandola ha compiuto il 'periplo' della nostra regione in sole 16 ore passando anche per Ancona, Monte Conero, Sassoferrato e Fabriano
Print Friendly, PDF & Email

Buratti alla partenza

di Leonardo Nevischi

Lunedì 3 Agosto 2020 sarà una data che non potrà mai dimenticare. L’amore per il ciclismo abbinato alla scoperta del territorio compreso nelle cinque province delle Marche hanno spinto Leonardo Buratti, 25enne di Amandola, a compiere un’originale impresa sportiva e promozionale che in futuro potrebbe richiamare appassionati delle due ruote provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.

Infatti, proprio il 3 agosto, il giovane classe 1995 in sella alla sua “Merida” ha macinato la bellezza di 454 km ad una media di 28 km/h, percorrendo il giro completo della nostra regione. Un’idea nata dopo il lockdown e presa in prestito da due suoi colleghi reatini che mesi prima avevano percorso il perimetro del Lazio in tre giorni (990 km complessivi).

“È dalla loro esperienza che ho pensato di emularli qui nelle Marche – spiega Buratti -. Ho disegnato il percorso e ho visto che i chilometri da percorrere sarebbero stati all’incirca 460, dunque sarebbe stato fattibile portare a termine l’itinerario nell’arco di una sola giornata. Così a distanza di un mese sono passato dalle parole ai fatti ed il 24 giugno ho tentato una prima volta l’impresa. Tuttavia, percorrerlo in senso orario si è dimostrato svantaggioso, perché da Pesaro a Civitanova ho trovato un fortissimo vento contrario che non mi ha permesso di arrivare fino a casa e mi sono dovuto arrendere. Ieri, invece, ci ho riprovato in senso antiorario, affrontando subito l’Adriatica e lasciandomi in un secondo momento la parte con più saliscendi”.

Quali città ha attraversato nell’ordine?

“Sono partito alle ore 4.10 dalla mia Amandola e la prima città che ho attraversato è stata Ascoli Piceno, poi San Benedetto, successivamente ho risalito tutto l’Adriatico fino a Pesaro, passando quindi per Pedaso, Porto San Giorgio, Porto Sant’Elpidio, Civitanova, Porto Recanati, Ancona, dove sono salito sul Conero, quindi Fano e appunto Pesaro. Poi ho proseguito per Urbino, Sassoferrato, Fabriano, Fiuminata, Pioraco, Sarnano ed infine ho fatto ritorno alle ore 22.05 in Amandola. Il tutto in 16 ore di movimento, che dalla partenza all’arrivo diventano 18 considerando i pit stop per rifocillarmi”.

Era la prima volta che si cimentava in una corsa così lunga e dispendiosa?

“Sì, quello stabilito ieri è stato il mio record in assoluto . Ho acquistato la prima bicicletta da strada il 18 luglio del 2018, quindi sotto questo punto di vista sono ancora un novellino. Gareggio nelle fila dell’Avis Cingoli e quest’anno a causa del Covid-19 sono state annullate tantissime gare. Dunque in un’annata senza competizioni mi sono potuto concentrare su questa impresa che altrimenti non avrei mai potuto portare a termine, perché quest’anno mi ero iscritto ad una ventina di gare (principalmente di mountain bike), poi tutte annullate in seguito alla pandemia”.

In questo secondo tentativo ha mai pensato di mollare come avvenuto il 24 giugno scorso?

“Questa volta sono partito molto più conscio e determinato dell’impresa che sarei andato a compiere. Tuttavia a 110 km dall’arrivo, nella zona di Sassoferrato/Fabriano, ho pensato di mollare perché le condizioni climatiche non erano delle migliori e ho preso un po’ di pioggia lungo il cammino. In quel momento sentivo anche piuttosto freddo perché sono passato dai 33/34 gradi della costa ai 20 della zona più interna della regione, quindi ho percepito parecchio anche lo sbalzo termico. Ciò nonostante mi sono detto che se avessi mollato ieri non lo avrei più fatto in vita mia, così ho stretto i denti, ce l’ho messa tutta e piano piano sono riuscito ad arrivare alla fine. Per questo devo anche ringraziare la mia ragazza Sara ed un mio amico che nel momento più faticoso e duro della giornata mi hanno tenuto compagnia per telefono, spronandomi a non demordere”.

Di ritorno a casa, sceso dalla sella, qual è stata la prima cosa che ha provato?

“Ero stremato, ma è stata un’avventura fantastica. Ho avuto modo di ammirare dei luoghi meravigliosi della nostra regione, sia dal punto di vista storico sia naturalistico. Ad ogni chilometro è stata un’emozione pura. La bellezza delle Marche è davvero sconfinata, in un batter d’occhio si passa dal passeggiare lungomare all’immergersi nel verde delle colline, puntando lo sguardo all’orizzonte verso le montagne. Insomma, un’esperienza davvero incredibile. Per questo devo ringraziare ulteriormente la mia ragazza Sara per il supporto e la mia famiglia che mi ha fornito sempre assistenza durante questa impresa. Già la prima volta, il 24 giugno, mio padre venne a riprendermi a Civitanova e ieri, qualora fosse andata male, sarebbe stato pronto a venire nuovamente in mio soccorso. Ringrazio anche il mio preparatore Massimiliano e il gruppo sportivo dell’Avis Cingoli”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X