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Sempre più saracinesche abbassate:
i negozi vuoti riempiono la città

ANCONA - Si contano a decine gli esercizi commerciali che hanno cessato l'attività. Da corso Carlo Alberto fino a via XXIV Aprile passando per le vie De Gasperi e Martiri della Resistenza. Locali che fino a poco tempo fa erano parrucchierie, forni o pizzerie e che ora sono chiusi, in cerca di nuovi proprietari
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Uno dei tanti cartelli Vendesi o Affittasi negli ex negozi della città

 

di Alberto Bignami

Sono, purtroppo, tantissimi i locali che hanno affissi sulle vetrine i cartelli con le diciture ‘Affittasi’. C’è poi anche chi, tra i proprietari, ha deciso di mettere quello con la scritta ‘Vendesi’. Locali commerciali che si trovano spesso anche uno di seguito all’altro. Partendo da corso Carlo Alberto e arrivando fino a via XXV Aprile, passando per via De Gasperi e via Martiri della Resistenza, se ne contano a decine e decine. Di varie metrature, dal piccolo al grande, da quello dotato di canna fumaria fino all’altro utilizzabile come semplice magazzino, un tempo erano il punto di riferimento chi per l’abbigliamento uomo, donna o bambino che fosse; chi per la pizza o chi per l’arredo della casa ma non solo. Qualche negozio ha abbassato le saracinesche subito dopo il lockdown, altri sono serrati ormai da mesi se non da anni. I quartieri si spopolano così dei cosiddetti negozi di vicinato, quel punto di riferimento per chi ‘sfrutta’ il rione e che illuminano le strade con le luci delle vetrine rendendolo vivo. Al Piano, in corso Carlo Alberto, il negozio di filati, accessori e lana, è spogliato degli arredi. Proseguendo in direzione della stazione se ne incontrano altri di locali, ormai vuoti da tempo. Anche la libreria dei Salesiani non c’è più da anni e non è stata ancora ‘rimpiazzata’. Ancora più desolante è via Martiri della Resistenza. Se in via De Gasperi vi è il locale a più piani, sempre anche questo vuoto, dove un tempo vi era la concessionaria Mercedes, spostandocisi in direzione della Galleria del Risorgimento le vetrine con i cartelli si susseguono. Spesso, infatti, si tratta di locali diversi, ma uno a fianco all’altro. Negozi che un tempo si trovavano pure nelle viuzze quali potrebbe essere via Almagià dove sono ben tre quelli che hanno la serranda abbassata per la cessata attività. Alcuni, nuovamente tornando in via Martiri, sono pure dotati di parcheggio per i clienti, con stalli sufficienti per riempirli di clienti. A chiudere i battenti invece, nella zona di via XXV Aprile, sono stati supermarket, parrucchieri e fornai. Ma cosa ha portato a queste decisioni? La crisi economica ha un ruolo certamente di peso ma per quei commercianti che ancora resistono, a pesare è anche il degrado come, appunto, in via XXV Aprile dove il grande edificio che ospita la sede del Provveditorato agli Studi è tuttora e da anni in fase di ristrutturazione, quasi a dare un’idea di abbandono. Spesso poi, anche la ‘pigrizia’ porta a preferire altre zone dove i negozi sono magari più concentrati tra loro, offrendo scelte più ampie per chi vuole trascorre un po’ di tempo per lo shopping. Parcheggiare l’auto per visitarne solo uno, a meno che non ve ne sia una stretta necessità, porta così a preferire altri luoghi. Eppure, per queste zone ricche di condomini e residenti, ci sono stati indubbiamente tempi migliori che ci si augura possano tornare al più presto.

Un locale in via XXV Aprile

Un locale in via XXV Aprile

Un locale in via XXV Aprile

Un locale in via XXV Aprile

Un locale in via Martiri della Resistenza

Un locale in via Martiri della Resistenza

Un locale in via Martiri della Resistenza

L’ex Mercedes in via De Gasperi

Locali in via Almagià

Locali in via Almagià

Locali in via Almagià

Locali in via Almagià

Locali in via De Gasperi

Locali in via Lotto

Il negozio di filati al Piano

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