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Visso e Castelsantangelo, 4 anni dopo:
«Chiediamo solo di ricostruire»

ANNIVERSARIO - Le voci dai due comuni, colpiti già dal 24 agosto e che oggi a piccoli passi sperano in una svolta. Il sindaco Spiganti: «La nostra era una delle piazze più belle d'Italia. Adesso, tranne oggi, è vuota». Il collega Falcucci: «Non possiamo più perdere 15 mesi per le perimetrazioni»
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DOPPIA EMERGENZA – Oggi concerto nella piazza zona rossa di Visso: caschetti e mascherine

di Monia Orazi

A quattro anni dal sisma Visso vive ancora la doppia emergenza, tra il post terremoto simboleggiato dai caschetti che indossano le poche decine di persone presenti oggi pomeriggio allo spettacolo tra musica, parole, leggende e folklore organizzato dall’associazione Operazione Ricominciamo, distanziamento sociale e mascherine sui volti degli intervenuti presenti in una piazza Martiri Vissani che è una delle ventisei nelle Marche ancora zona rossa.

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Gian Luigi Spiganti Maurizi

Tra le notizie positive questo anniversario porta in regalo la notizia che è stato presentato all’Ufficio speciale ricostruzione il progetto di riparazione delle strutture esterne complementari del santuario di Macereto e a breve la ripresa di lavori di rilievo e studio sulla collegiata, la chiesa che domina la piazza, propedeutici all’inizio dei lavori. Quello di oggi è stato un momento pieno di emozioni organizzato dall’associazione Operazione Ricominciamo, l’associazione di Casalmaiocco in provincia di Lodi, nata subito dopo il sisma dell’ottobre 2016 per portare solidarietà alle persone e ai territori più colpiti. «Questa meravigliosa piazza non può rimanere vuota per vent’anni – ha detto all’inizio della serata la presentatrice Barbara Olmai – questa serata è stata voluta per portare solidarietà alle persone ed ai territori colpiti». La voce di Giulia Merelli, gli stornelli popolari di Marco Meo e Cristian Latini, accompagnati dalle canzoni di Lele Borghi hanno fatto rivivere presenze umane e restituito suoni alla piazza vuota per il resto dei giorni dell’anno.

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Barbara Olmai e Patrizia Serfaustini

Ha detto la vicesindaco Patrizia Serfaustini: «Non è un bell’anniversario ma è l’occasione per non farci dimenticare. Ho visto la voglia di fare dell’associazione “Operazione Ricominciamo”. Sono ben lieta di averli accolti nella nostra piazza. È un triste anniversario ma è importante che la gente venga, che la gente sappia le nostre condizioni, quello che stiamo affrontando. L’importante è veder partire la ricostruzione». Le ha fatto eco il sindaco di Visso Gian Luigi Spiganti Maurizi: «Come sindaco di Visso chiedo solo una cosa di poter ricominciare al più presto la ricostruzione di questo paese. Un paese bellissimo, che fa innamorare anche adesso con la piazza vuota. Non dimentichiamo che quella di Visso è una delle cento piazze più belle d’Italia, è stato bello tornare in piazza ed assistere ad una serata di ricordi, musica e parole, ma quello che ci manca è la fruizione della piazza come era prima. Questo sarebbe il massimo a breve poter avviare i primi lavori in piazza, vedere le gru in azione. Ci stiamo lavorando. Abbiamo fatto gli aggregati, stiamo lavorando sulle perimetrazioni, le rimetteremo dove serve. Mi auguro che entro l’anno prossimo inizieremo a vedere le gru sovrastare i tetti delle case. Il mio ringraziamento va all’associazione “Operazione Ricominciamo” che ha voluto fare questo spettacolo in omaggio a Visso ed ai vissani».

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Virgilio Cetta

Ha raccontato Virgilio Cetta, vicepresidente dell’associazione Operazione Ricominciamo: «Siamo venuti qua una settimana dopo il terremoto, mi piange il cuore a vedere questa distruzione. Ci chiamiamo non a caso così, a significare la speranza di poter ricominciare e ricostruire prima possibile. Da romano non conoscevo bene le Marche ho scoperto delle persone fantastiche, nell’aiuto ci sono tante persone che si sporcano le mani, siamo contenti di questo. Tutto è iniziato quando ci è stato chiesto di portare un camper, lo abbiamo riempito di cose, non eravamo un’associazione, l’abbiamo fondata dopo. Abbiamo consegnato aiuti specifici, all’inizio è stato molto difficile consegnare aiuti, c’erano grandi difficoltà ma non abbiamo mollato.Per noi è fondamentale mantenere alta l’attenzione su queste zone, al di fuori di qua non tutti sanno cosa è accaduto. Siamo giocatori di hockey vorremmo fare una partita di beneficenza al palaghiaccio di Ussita, quando sarà possibile»

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Rita Viola

CASTELSANTANGELO – A pochi chilometri, a Castelsantangelo, c’è ancora Rita Viola dietro al bancone del suo bar a Castelsantangelo sul Nera a preparare il buon caffè di sempre. Un sorriso accogliente e la calma serafica nonostante a ottant’anni ancora si trovi a combattere con la burocrazia a quattro anni dal sisma. Il bar sulla piazzetta lo vede da lontano, l’insegna è rimasta intatta, silenziosa nel vuoto di una zona rossa accessibile solamente stasera, per lo spettacolo di Giorgio Felicetti “La terra tremano”, un racconto narrato della devastazione del sisma. Racconta la popolare barista: «Qua è tutto fermo, sono stata sfollata a Porto Recanati se non tornavo su ero morta. Adesso sto qua dentro, ho il bar diviso in due locali, dietro c’è il magazzino e la sala giochi. Devo mandare la gente fuori perché qui non si entra. Ho chiesto di aprire una porta perché così evito di lasciare il bancone incustodito con i tabacchi, ma la burocrazia me lo impedisce. Che male faccio a 80 anni se apro una porta per lavorare meglio?».

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Le panchine donate al Castelsantangelo

Oggi “Castello” festeggia la sua autonomia comunale (divenne nel 1920 ente autonomo da frazione di Visso che era) ed è stata inaugurata alla presenza di Andrea Spaterna presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini una stazione di ricarica per bici e veicoli elettrici, finanziata grazie ai fondi ministeriali del progetto “Il Parco per il clima”, su iniziative per contrastare il cambiamento climatico. Donate alla comunità anche tre panchine in legno con tavoli ricoperti di materiali naturali, da parte delle associazioni i Castellanti, Quando la terra trema e 3.36. È proprio il volontariato uno dei segni tangibili che ha mosso qualcosa nella stagnazione post terremoto in cui con il passare dei mesi, il panorma di distruzione e rovina resta sempre uguale. Spiega Mirella Gattari, segretario regionale Cia e volontaria di 3.36: «Il cuore batte per il territorio. Queste tre panche sono quasi nulla nella realtà hanno un significato enorme, sono il frutto della vendita di alcuni calendari ed hanno coinvolto centinaia di persone. È l’unico modo per far restare vivo questo territorio, far conoscere le necessità di questo territorio e le sue bellezze invitando le persone in queste zone. Il cuore batte per un’Italiana vera che batte per questo cuore».

Racconta Danilo Bianchini dei Bikers di Fano per i Castellanti: «Avevo sposato Castelsantangelo sul Nera ed i suoi monti molto prima del 2016. Essendo abruzzese e vivendo qua vicino a Fabriano ho compiuto le mie scorribande come motociclista e come montanaro. Dopo il 2016 abbiamo contribuito in vari modi sposando la causa di Castelsantangelo. Continuerò in qualsiasi modo a dare una mano a questi fratelli grazie per permettermi questo gesto».

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Paola Gerini insieme al sindaco Mauro Falcucci

Vive la doppia condizione di volontaria e terremotata la maestra di Camerino Paola Gerini che a quattro anni dal sisma desidera un ritorno alla vita per la sua terra: «Il mio desiderio è di veder tornare questi posti vivi, vissuti e che non siano ricordati come i luoghi del terremoto dove è tutto fermo e nulla si muove. Vorremmo tornare ad essere come nella splendida estate del 2016 territori belli, vissuti e spensierati, dove la gente veniva per immergersi in queste montagne. La gente deve sapere che siamo in un territorio terremotato perché abbiamo bisogno che venga ricostruito tutto, ma poi vorremmo tornare nei ricordi di quello che eravamo prima. Per fortuna si è mosso il volontariato. Dopo il 2016 per me fare volontariato è diventato un modo per reagire a tutto quello che avevo vissuto. Noi possiamo fare qualcosa per il sociale una donazione più o meno importante, ma è ora che parta la ricostruzione, senza quella non abbiamo nulla».

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Castelsantangelo ancora da ricostruire

Battagliero come sempre il sindaco Mauro Falcucci: «Una data importante la ricorrenza dell’autonomia di questo Comune, attuata a causa del primo conflitto mondiale nel gennaio 1920. Abbiamo voluto l’annullo filatelico perché ricorda la storia ed avrà un suo valore nel tempo. Non possiamo non rappresentare la voglia di rimanere, che c’è un cambio di passo che se non sarà seguito da normative impellenti, rischia di rimanere tale. Il commissario Legnini mi sembra abbia le idee chiare, ha messo in campo tante iniziative. Ora spetta al governo ed al parlamento renderle concrete. Non possiamo più perdere 15 mesi per le perimetrazioni. Se avessimo guadagnato quel tempo perso dal dicembre 2017, per ricevere i soldi nel marzo 2019, avremmo già completato la pianificazione. Siamo stati i primi a fare la pianificazione ed i contratti attivi previsti dalla norma, il percorso di ricostruzione deve essere condiviso, dobbiamo fare ulteriori approfondimenti idrogeologici». Ha aggiunto Falcucci: «Speriamo di mantenere il primato anche per l’approvazione dei piani attuativi, anche se per ricostruire ci vorranno 15 anni, avremo posto le basi per realizzarlo. Oggi abbiamo inaugurato la prima stazione di ricarica per auto e bici elettriche nel Parco dei Sibillini, questo sta a testimoniare che abbiamo una particolare attenzione per l’ambiente, abbiamo registrato il passaggio di molte bici, siamo orgogliosi. Per lo spettacolo di Giorgio Felicetti abbiamo effettuato una riapertura temporanea in sicurezza della piazza, l’abbiamo delimitata, tolto le macerie non ci sono crolli è un segnale per dire che si può anche fare uno spettacolo nel cuore della zona rossa, una variante temporanea per stasera».

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Andrea Spaterna e Mauro Falcucci

Ha aggiunto Andrea Spaterna: «Per il terremoto il Parco è partito con la sede provvisoria che dovrà essere ultimata verso la fine di ottobre e sarà importante per dare un minimo di dignità anche all’ente. La cura del territorio è affidata a queste comunità, nel Parco vogliamo coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile. Questo è un comune che ha affrontato grandi avversità mostrando un alto esempio di resilienza, che ci ha fatto toccare con mano cosa significhi avere volontà e determinazione, mai rassegnazione. Oggi ci sono i presupposti per veder partire una ricostruzione di cui sino ad oggi abbiamo visto davvero poco. Accanto alla ricostruzione materiale, si deve predisporre quella economica».

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Il centro storico di Castelsantangelo

 

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