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Cgil contro la Regione:
«Su fondi e risorse nessun accordo
è stato rispettato»

SANITA'- Sul premio Covid al personale sanitario: «dell’incentivo “agli eroi della Sanità” (i promessi mille euro a testa, pro-capite) non si è vista, a tutt’oggi, nemmeno l’ombra»
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«Non una cosa che sia stata rispettata. Tante le delibere di Giunta Regionale emesse nel tempo, concluse attraverso accordi regionali con i sindacati regionali Cgil Cisl Uil, e mai una che fosse stata rispettata». Inizia così lo sfogo di Giacomo Mancinelli, rappresentante sindacale Cgil dell’Area Vasta 2 e infermiere all’ospedale Carlo Urbani di Jesi, in una lunga lista di accordi incompiuti e promesse disattese in ambito sanitario.  «C’era da ricostruire in maniera esatta i fondi contrattuali nelle Aree Vaste, per renderli simmetrici e capienti per la tenuta delle risorse umane e per i LEA, nonché da mettere a disposizione dei lavoratori dei medesimi territori i risparmi dei piani di razionalizzazione anni 2017 e 2018, e non è stato fatto niente – afferma la Cgil -.C’erano da riformulare in aumento i tetti di spesa sul personale ed adeguare in incremento i fondi contrattuali a seguito del recepimento del Decreto Salva Calabria nazionale, e non viene fatto nulla. C’erano da distribuire, da parte della Regione Marche, in maniera equa, i 6,4 milioni di euro agli Enti del SSR Marche, di cui 3,6 al personale dell’area del comparto e 2,8 al personale dell’area della dirigenza, quale Premio Covid distinto in 3 fasce di merito, ma dell’incentivo “agli eroi della Sanità” (i promessi mille euro a testa, pro-capite) non si è vista, a tutt’oggi, nemmeno l’ombra. Perfino gli accordi collettivi integrativi sulla produttività collettiva, sottoscritti a livello decentrato, non trovano rispetto. A causa di una inadempienza amministrativa ASUR, non verrà ad esempio corrisposto nel c.m., come era previsto di dover garantire sancito dai predetti contratti collettivi integrativi di Area Vasta, il saldo della produttività anno 2019 al personale dell’area del comparto delle Aree Vaste, per colpa di un ASUR incapace di misurare il raggiungimento degli obiettivi di budget entro i tempi stabiliti. Non è stato mai concluso un regolamento mensa, per cui era previsto che l’ASUR ne favorisse una rapida conclusione a livello di Area Vasta. Per non parlare di un avviso emesso dall’ASUR sulla stabilizzazione dei precari, con scadenza presentazione domande il 3 ottobre c.a., del tutto insoddisfacente, inconcludente, non conforme alla legge, basato su un quantum di posti messi a bando che non rispetta assolutamente l’intero volume dei precari aventi diritto, e non viene data la possibilità a tutti gli aventi titolo, presentanti il criterio, di presentare domanda».  Stando alla Cgil l’elenco di ‘incompiute’ «potrebbe continuare, sugli organici portati all’osso per una fine per consunzione della sanità pubblica, sulle liste di attesa e la “storiella” del bonus-malus.  Dinnanzi a un quadro del genere, si osserva una solita campagna elettorale politica, trasversale, dove nessuno parla di questi problemi, pur arcinoti, bensì si ascoltano gli ennesimi discorsi, riciclati, già sentiti».

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