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Regionali, Confindustria:
«Staremo col fiato sul collo
del prossimo governatore»

MARCHE 2020 – L'associazione degli industriali marchigiani ha presentato il proprio “manifesto” declinato in tre emergenze (Covid, sisma ed infrastrutture) e dieci priorità, già sottoposto agli otto aspiranti presidenti. Lunedì un confronto sul documento con Acquaroli e Mangialardi. Mercorelli assente giustificato. Schiavoni: «gli altri non invitati per mia scelta. Diamo voce a chi ha una possibilità, non a negazionisti e chi ha lo zero virgola»
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Da sinistra, Gianni Tardini, Claudio Schiavoni e Domenico Guzzini

 

di Martina Marinangeli

«Staremo col fiato sul collo del prossimo governatore». Come si suol dire: uomo avvisato, mezzo salvato. Confindustria vuole un ruolo da protagonista nei prossimi cinque anni ed a chi siederà sullo scranno più alto di palazzo Raffaello chiede «un coinvolgimento nelle scelte, un tavolo di confronto con la controparte politica». È il presidente Claudio Schiavoni a dare voce agli industriali marchigiani e, guardando agli ultimi cinque anni, lamenta una mancanza «di dialogo collettivo, ma solo uno a uno con i singoli assessori, rischiando così di ragionare a comparti stagni», e lancia una stoccata al governatore uscente Ceriscioli: «nell’ultima parte della legislatura, siamo stati proprio tagliati fuori perché ci siamo rifiutati di firmare il protocollo regionale per la sicurezza nelle aziende, perché c’era già quello nazionale».
Archiviato il passato, sul futuro prossimo Confindustria vuole dire la sua e lo fa attraverso il proprio “manifesto”, già inviato a tutti gli otto candidati governatori. Un documento che individua le tre emergenze regionali, ovvero Covid, sisma ed infrastrutture, ed elenca le dieci priorità per il rilancio economico: ascolto istituzionale, semplificazione e revisione della macchina amministrativa, capacità di attrarre talenti ed imprese, avanguardia nella gestione del territorio, investimenti sulle risorse umane, innovazione e ricerca, sviluppo sostenibile ed economia circolare, «Puntiamo al rilancio del sistema imprenditoriale, convinti che la manifattura debba essere al centro delle economie regionali, specie in vista dell’arrivo degli 8 miliardi di risorse europee del Recovery Fund», sottolinea Schiavoni, che pone l’accento sulla necessità di «una programmazione che eviti di dare soldi a pioggia e che, per ogni euro investito, abbia un ritorno in termini di Pil regionale». Stando ai dati del Centro Studi di Confindustria, nel primo semestre del 2020 la produzione industriale è calata del 22%, il 45% delle imprese ha visto dimezzato il fatturato ed il 56% prevede una mancanza di liquidità. Serve dunque un’inversione di rotta ed a declinare, priorità per priorità, le ricette del manifesto, c’erano questa mattina, alla presentazione del documento, anche Simona Reschini, presidente dei Giovani Imprenditori Marche, che ha posto l’accento sull’importanza della risorsa umana e della formazione, ed il presidente di Piccola Industria Marche, Gianni Tardini, secondo cui «occorre puntare su sviluppo sostenibile ed economia circolare, con un 35% delle risorse della programmazione Ue 2021-2027 da destinare alle filiere green». Per le territoriali, invece, Domenico Guzzini, presidente Confindustria Macerata ha ricordato che, a 4 anni dal sisma, «la ricostruzione è al 3% e ci sono 463 mila tonnellate di macerie da rimuovere. Territori dimenticati dai politici che abbiamo mandato in parlamento e dall’attuale governatore, che non ha fatto nulla per le zone terremotate. Se le nostre richieste non verranno ascoltate, scenderemo in piazza». A Simone Mariani, presidente Confindustria Centro Adriatico, è invece toccata la nota dolente delle infrastrutture, materiali ed immateriali. Una sfida che passa per «la terza corsia sull’A14, collo di bottiglia italiano, con ipotesi di arretramento anche della ferrovia, un rilancio dell’aeroporto con maggiore entusiasmo rispetto al passato, l’uscita a nord dal porto di Ancona e la banda ultralarga». Per discutere del manifesto degli industriali, Confindustria ha organizzato per lunedì 14 un confronto con gli aspiranti governatori Maurizio Mangialardi (centrosinistra) e Francesco Acquaroli (centrodestra). Il candidato del Movimento 5 stelle Gian Mario Mercorelli non potrà essere presente perché impegnato con il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni a Civitanova. Gli altri sono stati esclusi dallo “sbarramento Schiavoni”: «è stata una mia scelta – ha puntualizzato il numero uno di Confindustria Marche – Diamo voce a chi ha una possibilità, non a negazionisti e chi ha lo zero virgola».

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