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PopUp!Festival 2020
porta l’arte contemporanea
nella casa di riposo ‘Bambozzi’

OSIMO - Secondo appuntamento dell’evento con un esperimento artistico”community specific” per l’opera “La prima molecola” di Allegra Corbo. L'intervento si aggiunge alla Street Gallery, alla gigantografia del Broken Fingaz e ai giganteschi murali di Giorgio Bartocci e Twoone, tutti già visitabili
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La sala ricreativa della casa di riposo Bambozzi di Osimo (foto Aurelio Laloni)

 

Continua PopUp!Festival 2020, con una nuova opera che questa volta porta l’arte urbana nella casa di riposo Padre Bambozzi di Osimo, per coinvolgere gli anziani nel rinnovamento del loro ambiente quotidiano, la sala ricreativa dove trascorrono le giornate.

Allegra Corbo durante il lavoro

Si intitola “La prima molecola”, a realizzarla è Allegra Corbo, visual artist e performer, vissuta nella scena underground italiana ed europea, capace di misurarsi negli ultimi anni con diversi contesti sociali attraverso lavori community specific. L’opera di Osimo nasce da un progetto dell’impresa creativa PopUp Studio, in collaborazione con l’artista e con il supporto della Fondazione Padre Bambozzi. Il lavoro è iniziato lo scorso autunno, prima della pandemia, con un workshop di otto incontri concepito per rendere partecipi alla creazione gli anziani, alcuni di questi ultracentenari. «Prima c’è stato il dialogo. Abbiamo cominciato dai ricordi. Scavando nelle epoche del vissuto, ognuno ha fatto riemergere le proprie memorie “verdi”: i giardini e orti dell’infanzia, gli alberi dai quali mangiavano i frutti, le pietanze vegetali amate, la flora del balcone, le erbe raccolte nel campo, i fiori dell’amato» spiega Allegra Corbo. Quindi quelle memorie sono state riprodotte con varie tecniche artistiche, disegno e acquerello dal vivo, cut-out, stampa blockprint. Erano i mesi di ottobre e novembre, poi è arrivata la pandemia con il lockdown e le misure di stretto confinamento per la casa di riposo Padre Bambozzi, rimasta per tutto questo periodo Covid free. Il lavoro è quindi ripreso a settembre, con PopUp!Festival 2020. Le immagini dipinte dagli anziani sono state ridisegnate da Allegra Corbo in una microsintesi e il risultato è un collage immaginifico sulla parete della sala ricreativa, un giardino visionario dove la natura si incontra con la rimembranza.

Gli anziani e i ricordi botanici de La prima molecola

Monica Caputo, direttore artistico di PopUp!Festival 2020, spiega: «L’intervento artistico nasce per creare una connessione fra i residenti della casa di riposo e la comunità esterna. La speranza è che presto l’emergenza Covid termini e il Bambozzi possa aprire di nuovo le sue porte. Vogliamo portare le scuole a visitare la nostra nuova opera, per far conoscere attraverso l’arte il mondo delle case di riposo e creare scambio intergenerazionale con gli anziani». Anche il presidente della Fondazione Bambozzi, Laura Cionco, ribadisce: «Lo scambio culturale tra chi vive all’interno della struttura e chi vive all’esterno è un valore aggiunto per la città e per la piccola comunità della residenza per anziani, ancora di più in questo momento di restrizioni. Siamo convinti che la cura in un luogo armonioso ed esteticamente felice trovi miglior effetto. Confidiamo quindi nel beneficio dell’Arte». Al lavoro per l’opera fin dal suo inizio in ottobre hanno preso parte anche alcune studentesse del corso di Moda dell’Istituto di Istruzione Superiore Laeng-Meucci di Osimo, coinvolto come sempre da PopUp Studio per stimolare la contaminazione creativa tra l’arte e i giovani. «Prosegue a Osimo il PopUp Festival, Arte contemporanea nello spazio urbano. I giovani, la cultura, l’arte e la bellezza hanno un ruolo chiave da giocare nelle Marche della ripartenza: è il capitale umano, dunque, il verso giusto da cui ripartire, la leva strategica per pensare e progettare il futuro», è il commento dell’Assessore alla Cultura del Comune di Osimo, Mauro Pellegrini.

Sempre in città è in corso la mostra su Keith Haring “Made in New York”, organizzata dall’Amministrazione a Palazzo Campana fino al 10 gennaio 2021. Mentre sono tanti gli interventi di PopUp!Festival 2020 che già i visitatori possono scoprire. Come “Self protection. Architettura liquida nr 10”, opera di Giorgio Bartocci, monumentale dipinto sulle pareti di un capannone industriale nitidamente visibile sulla S.S.16 (uscita A14 Ancona Sud). In centro storico, c’è la Street Gallery esposta nelle bacheche in ferro battuto di corso Mazzini e sotto il loggiato del Comune, messe a disposizione dalle associazioni cittadine. Qui trenta artisti italiani contemporanei espongono le loro visioni maturate durante il lockdown. C’è l’ipnotica gigantografia del collettivo israeliano Broken Fingaz, installata in piazza San Giuseppe da Copertino. I nuovi interventi si vanno a unire al gigantesco dipinto “New dawn/ New day/ New life” realizzato nel 2019, sempre con la direzione artistica di PopUp Studio, dall’artista giapponese Twoone sulle pareti interne del Mercato delle Erbe. Osimo si riconferma fucina di arte contemporanea, accogliendo le avanguardie artistiche in luoghi non convenzionali. PopUp!Festival 2020, il festival di Arte contemporanea nello spazio urbano, è realizzato con la direzione artistica di PopUp Studio, con il sostegno del Comune di Osimo e il cofinanziamento della Regione Marche. È in programma fino a gennaio 2021. (Per informazioni: www.popupfestival.it e www.popup-studio.it).

 

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