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Bonaccini suona la carica ai mille:
«Togliamoci la puzza sotto al naso»

MARCHE 2020 - A Civitanova, davanti a un pubblico che non si vedeva da tempo in casa Pd, il governatore dell'Emilia Romagna ha tirato la volata: «Basta pensare che quello che diciamo noi è la verità. Abbiamo fatto degli errori, come per la chiusura degli ospedali. Ammettiamoli e rivolgiamoci anche a chi non ci ha mai votato, facendo capire le differenze con i nostri avversari senza ideologizzare lo scontro. E non guardate i sondaggi, noi abbiamo recuperato 15 punti». Anche il candidato governatore si appella al voto utile: «Se ognuno recupera 100 voti a testa abbiamo vinto». E promette: «In questi 5 anni voglio ricostruire tutte le case terremotate»
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Maurizio Mangialardi e Stefano Bonaccini questa sera al Varco sul Mare di Civitanova

 

di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)

Iniezione di ottimismo e tattica da Stefano Bonaccini. Il governatore dell’Emilia Romagna scalda il cuore del Pd a Civitanova in quello che è stato l’evento di chiusura anticipata della campagna elettorale. Circa 1000 i presenti al Varco sul mare ieri sera per apprendere la “lezione” emiliana. Ovvero come recuperare sui sondaggi e mantenere il governo della Regione. Stefano Bonaccini ha il carisma del leader:  temi di sinistra, su tutti la sanità e l’istruzione, ma il linguaggio persuasivo e la corporeità è quella dell’uomo forte nietzscheano. E lo dice alla fine per rinvigorire i suoi: «se avete paura cambiate mestiere».

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Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna, ha illustrato la ricetta per battere la destra

Una serata quella che si è svolta sul palco di Civitanova che ha visto alternarsi il candidato presidente Maurizio Mangialardi al comico Giobbe Covatta. Ma la scena è tutta per Bonaccini che punta su alcuni argomenti: da un lato la parte tecnica, ovvero come fare campagna elettorale, come parlare anche a chi non vota a sinistra, dall’altra quella di critica, anche feroce, all’establishment e agli errori del passato. E sembrerà banale, ma è la prima volta.

«Togliamoci quella puzza sotto al naso che spesso ci ha contraddistinto pensando che quello che diciamo noi è la verità  – esordisce – e cerchiamo di non ideologizzare lo scontro. In 8 mesi abbiamo recuperato 300mila voti in Emilia Romagna. Recuperiamo non solo nel centrosinistra, ma rivolgetevi anche a chi non vi ha mai votato. Non chiedete loro chi ha votato, ma chiedete un voto pensando alla loro famiglia, ai loro figli, ai genitori, all’impresa. E pensare se sia proprio la stessa cosa, se vinca Mangialardi o se vinca l’altro. Io non mi sono mai permesso di dire che ero migliore della mia avversaria, dicevo che ero molto diverso. Ma non dirò mai che non ho commesso errori – e poi riferendosi alla gestione Covid – come mai Salvini e Meloni non citano più i loro amici Trump e Bolsonaro? ».

mangialardi-civitanovaE poi Bonaccini cita anche i sondaggi che danno Mangialardi dietro ad Acquaroli: «Non li guardate, io fossi per i sondaggi non avrei neanche dovuto correre – dice – abbiamo recuperato 15 punti rispetto al -7 a cui eravamo. Ma c’era un avversario che aveva stravinto in meno di due anni e dissi la notte del voto che se qualcuno a Roma pensa che perché abbiamo vinto in Emilia Romagna abbiamo risolto i nostri problemi di consenso col paese cambi mestiere». E poi in chiusura di serata arriva anche il patto fra le due regioni che propone Mangialardi e che ha come pilastro la revisione del decreto 70 Balduzzi, il famoso decreto sulla sanità che prevede la realizzazione degli ospedali unici e l’accettazione del Mes per rivoluzionare il sistema sanitario in chiave territoriale. Sugli ospedali si è sbagliato e lo dice apertamente anche il governatore dell’Emilia Romagna: «Ad un certo punto abbiamo pensato che gli algoritmi facessero la funzione di apertura o chiusura di servizi invece le persone vanno rispettate per quello che sono e dove vivono. Io chiusi 4 punti nascita applicando la legge, eppure in quei comuni non convincevamo nemmeno i nostri. Li riapriremo. Ammettere di aver sbagliato non è un crimine, perché non è sbagliata la politica, magari è sbagliata una scelta di quella politica. Ma quelli hanno idea che un ricco non va curato come un povero e va detto. Hanno spostato il voto verso quelli che storicamente non li aveva mai tutelati. Quella coalizione è quella che ha detto di no ai 200miliardi del recovery fund e se fosse per quelli lì l’Italia non avrebbe le risorse che solo il piano Marshall aveva garantito».

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Giobbe Covatta

La serata si era aperta con la comicità di Giobbe Covatta che ha ironizzato su Mangialardi tratteggiandolo come un predestinato: «vide un angelo che gli disse: in hoc signo vinces, ma era la tessera del Pd» – scherza il comico e poi passando all’attualità ha ricordato come esista un virus più letale del Covid per il quale non esiste ancora vaccino, il “fasciovid”. A seguire sul palco anche Maurizio Blasi, direttore del Tgr Marche, ora in pensione che ha tratteggiato e ricordato la figura di Lauro De Bosis e la sua storica impresa quando con un piccolo velivolo negli anni Trenta sorvolò Roma gettando 400mila volantini antifascisti, lui che, come ha ricordato Blasi, era di destra e antifascista. Il candidato presidente Maurizio Mangialardi ha ribadito la volontà di revisionare il decreto Balduzzi, ma nel suo intervento ha parlato anche di terremoto e di cratere: «in questi 5 anni voglio ricostruire tutte le case terremotate» e poi l’impegno su infrastrutture e sulla fibra. Ma anche le questioni nazionali con il sì al Mes e ai fondi del recovery fund. E infine le stoccate politiche e sui sondaggi: «la differenza si fa questi giorni, è stata una campagna elettorale stranissima – conclude – i sondaggi leggono gli incerti e ancora abbiamo 5 giorni, se ognuno recupera 100 voti a testa abbiamo vinto. E non vince Mangialardi, ma le marchigiane e i marchigiani, questo territorio. Io ce la metto tutta senza perdere un attimo. Parliamo anche a chi pensa che Mancini sia una soluzione, è una brava persona, ma chi vota per Mancini dà un’occasione in più ai sovranisti. Stavolta deve essere davvero un voto utile e un voto per la democrazia, perché quella è sempre in bilico perché non ci si va ad una cena fascista per sbaglio. E nemmeno i versamenti per i terremotati vanno per sbaglio a finire nei conti correnti personali».

mangialardi-bonacciniAlla fine Bonaccini richiama all’appello al voto, con la richiesta di responsabilità e di voto utile: «Mi appello agli elettori che sono più a sinistra di noi, a quelli del Movimento 5 stelle: qui non c’è il ballottaggio, se avete valori più vicini a noi, con un’idea di mondo in cui non ci si chiude in casa, ma si va in Europa a cercare soldi, se volete sanità e istruzione pubblica sapete cosa fare. Se la notte andrà male sappiate che sarete state i migliori alleati della Lega e di Fdi e non venite a lamentarvi  il giorno dopo perché vi chiederemo di vergognarvi».

 

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Maurizio Blasi

 

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