Tragico inseguimento a Senigallia,
il Comandante Generale Luongo:
«Straordinaria professionalità»

IL VERTICE dei carabinieri dopo la morte del 35enne ucraino: vicinanza alla famiglia del deceduto e plauso ai militari rimasti feriti. Le reazioni del sindacato Unarma.

La caserma dei carabinieri di Senigallia (Archivio)

All’indomani del tragico fatto di Senigallia, che ha visto la morte di un 37enne dopo un inseguimento e il fermo da parte delle forze dell’ordine, interviene con una nota ufficiale il Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, il Generale Salvatore Luongo.
Esprimendo il proprio cordoglio alla famiglia del deceduto, il Generale rivolge un accorato messaggio di vicinanza ai militari coinvolti, sottolineandone la professionalità e lo spirito di sacrificio di fronte a una situazione di grave pericolo per la sicurezza pubblica.

«Il 2 agosto scorso, a Senigallia – scrive il Generale -, due equipaggi del nucleo radiomobile hanno intercettato una persona in stato di agitazione che, a bordo di un’autovettura, procedente contromano lungo una strada statale e che stava per impattare frontalmente contro uno dei mezzi, aveva altresì tentato di speronare una nostra autoradio.
Non sono qui a fare un esame tecnico dell’evento ed esprimo il mio profondo cordoglio ai famigliari del fermato che nel corso del successivo intervento sanitario è deceduto. Voglio però riflettere ancora una volta con voi sull’importanza della nostra missione e sullo spirito di sacrificio che ne incarna le attività.
I militari, che hanno riportati lievi ferite, hanno tutti evidenziato una straordinaria professionalità. La loro tenuta morale è ineguagliabile, la loro motivazione è altissima.
Li ho sentiti al telefono per trasferire loro la vicinanza e l’affetto di tutta l’Arma.
Con la sincerità che ormai dovreste riconoscere, sono stato colpito dalle loro parole: un commilitone è riuscito a riabbracciare il proprio figlio, un neonato di 10 mesi, solo grazie alla perizia del collega, padri con una splendida famiglia e con figli adolescenti, che avrebbero potuto subire un ingiustificabile e inspiegabile dolore per il loro amore filiale. Un Carabiniere, neo giunto, ha voluto descrivere con rinnovato entusiasmo il servizio al suo particolare reparto. Tanta è stata l’emozione nei dialoghi con loro!
Questa è l’Arma che ci piace, questa è l’organizzazione che sogniamo per le giovani generazioni. Questa è l’Arma che non tradisce i Valori dei nostri padri.
Grazie per esserci sempre!».

L’Unarma, l’associazione sindacale carabinieri, ha commentato: «Non possiamo che condividere quanto scritto dal Comandante Generale Luongo. Esprimiamo il nostro cordoglio per quanto accaduto a Senigallia e la più totale vicinanza ai colleghi del nucleo radiomobile. La loro professionalità e il loro sacrificio non si discutono. Sono la testimonianza quotidiana di cosa sia davvero l’Arma. Ma onorare i Valori dei nostri padri non significa solo ricordarli nei comunicati. Significa dare a quei padri, a quel figlio di 10 mesi, a quel neo giunto pieno di entusiasmo, gli strumenti per tornare a casa ogni sera. Significa organici, mezzi efficienti, tutele legali e riconoscimento dei diritti attraverso le forme di rappresentanza. Gli applausi fanno bene al morale. I diritti fanno bene alla vita».

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