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Prenotazione cancellerie del tribunale,
gli avvocati: «Disagi e disservizi,
urge rivedere il sistema»

ANCONA - Camera penale e Ordine forense sul piede di guerra a una settimana dall'introduzione dell'obbligatorietà del booking online per accedere ai servizi. «Va salvaguardato il funzionamento della giustizia, mondo di cui fanno parte anche i legali»
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Il presidente ell’ordine degli avvocati durante l’intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario

 

Prenotazione obbligatoria delle cancellerie del tribunale: gli avvocati sul piede di guerra chiedono una revisione del sistema. Maggiore elasticità per la consultazione dei fascicoli, servizi aperti anche di sabato, possibilità di soddisfare più utenti e non solamente 16 al giorno. Questi i punti messi sul tavolo dall’Ordine degli avvocati e dalla Camera Penale di Ancona. «Prendiamo atto della disponibilità ad una modifica del sistema da parte del presidente Spinosa e a verificare l’effettiva portata di tale disponibilità – dice il presidente dell’Ordine Maurizio Miranda – ma anticipo che l’avvocatura non essendo stata coinvolta nel decidere il funzionamento e le modalità dell’accesso su appuntamento, è pronta a porre in essere le più incisive forme di protesta laddove necessario». La prenotazione è entrata in vigore dal primo ottobre, considerando anche l’emergenza sanitaria in corso e la necessità di contingentare gli accessi: «Purtroppo – insiste Miranda – la prima analisi non è positiva. Lo scaglionamento degli accessi in cancelleria ad intervalli di 15 minuti comporta che ciascuno sportello evade solo 16 richieste per ogni giornata lavorativa. Si tratta di un numero irrisorio, tenuto conto delle dimensioni degli uffici giudiziari di un capoluogo di regione che non trova giustificazione neanche nella carenza di personale che l’Ordine da tempo segnala. L’accesso alle cancellerie del tribunale che è necessario per lo svolgimento dell’attività difensiva è talmente dilatato nel tempo che sono necessari ben sei giorni per ottenere la visione di un fascicolo. Alla data di oggi giovedì 8 ottobre, il primo ‘appuntamento’ disponibile è per mercoledì prossimo. Introdurre un sistema ‘eliminacode’ quando nello stesso palazzo si celebrano processi penali che vedono presenti oltre trenta persone in un’aula di modeste dimensioni, è incoerente se l’obiettivo è garantire il rispetto delle distanze minime prescritte per evitare il contagio».

Gli avvocati Piazzolla e Petruzzo

In sintesi, l’Ordine  «chiede di rivedere l’attuale sistema che sta creando disagi e disservizi rispetto ai vantaggi ipotizzati ed alla base della sua introduzione. Le criticità riscontrate colpiscono l’avvocato nello svolgimento dell’attività professionale ma si traducono in una compressione e lesione del diritto di difesa che riguarda tutti i cittadini». La revisione del sistema in atto è anche richiesta dalla Camera Penale di Ancona, rappresentata dal presidente Fernando Piazzolla e dal segretario Francesca Petruzzo: «Non contestiamo il sistema della prenotazioni. Però dobbiamo in qualche modo soddisfare le nostre esigenze: deve esserci un’intensificazione del servizio, la possibilità  di consultare il fascicolo per più della finestra dei 15 minuti concessi, oppure tenere aperte le cancellerie anche di sabato. Il servizio deve essere a tutto campo. Va salvaguardata la salute, certo, ma anche il funzionamento della giustizia, un mondo di cui fanno parte anche gli avvocati, espressione del diritto di difesa. Il funzionamento del comparto giustizia non può prescindere dai servizi di cancelleria e dal libero accesso. Chi deve fare più attività è ostacolato con la prenotazione obbligatoria ed è penalizzante per chi arriva da fuori città».

(fe.ser)

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