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Concorso truccato
per un posto a Torrette:
indagati due medici

INCHIESTA della Guardia di finanza: la procura ha inviato l'avviso di conclusione indagini a due dottori che lavorano nello stesso reparto: il primario e un medico 34enne. L'accusa è di rivelazione di segreto d'ufficio. Secondo gli inquirenti avrebbero preparato le domande in modo per favorire la fidanzata del più giovane, che poi è risultata l'unica a passare la prova
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L’ospedale di Torrette

 

Concorso truccato per far vincere la fidanzata di un collega. E’ questa l’accusa contestata a due medici di Torrette: un primario, nonché presidente della Commissione del concorso, e un altro collega di 34 anni che lavora nello stesso reparto, fidanzato della 27enne che ha poi passato la prova.  La Procura di Ancona ha notificato nei giorni scorsi l’avviso della conclusione delle indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria del capoluogo dorico, nei confronti dei due per il reato di divulgazione di segreto d’ufficio. La Fiamme gialle hanno condotto un’articolata indagine finalizzata ad accertare irregolarità, che si sarebbero verificate durante lo svolgimento di un concorso pubblico, indetto dall’azienda ospedaliera per un posto “a tempo determinato” della durata di sei mesi, riservato a uno specialista nella “cura delle anomalie del linguaggio e dell’articolazione della parola”. L’indagine, durata un anno, ha consentito di acquisire gravi indizi.

Indagini della finanza

Innanzitutto i militari hanno rilevato come solo uno dei ben quaranta candidati sia riuscito a conseguire l’idoneità al test, composto da trenta domande a risposta multipla.  L’ipotesi degli inquirenti è che la prova scritta sia stata volutamente resa molto complessa, in maniera tale che solo chi fosse già in possesso delle risposte avrebbe potuto superarla. L’attività investigativa è stata svolta anche mediante l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e l’impiego di personale specializzato nell’analisi forense dei dispositivi informatici, che sono stati sottoposti a sequestro nel corso di perquisizioni domiciliari effettuate sia nelle abitazioni private degli indagati sia nello studio del primario all’interno dell’ospedale. Secondo le indagini le domande dell’esame, con le relative risposte esatte, sarebbero state materialmente preparate sul proprio pc personale dal medico di di 34 anni, fidanzato con la ragazza che poi è risultata l’unica partecipante idonea, nonostante quest’ultimo fosse totalmente estraneo alla commissione giudicatrice. Tali domande sarebbero poi state consegnate al presidente di commissione su una chiavetta usb, il quale, senza la dovuta pre-condivisione con gli altri due membri della commissione – entrambi logopedisti dello stesso ospedale – avrebbe deciso di somministrare i suddetti quesiti ai candidati il giorno stesso dell’esame. La compagna del medico ritenuto l’autore del questionario del concorso ha risposto correttamente a tutte le trenta domande, conseguendo non solo l’unica idoneità, ma anche il punteggio massimo ottenibile; tutti gli altri candidati hanno ottenuto un punteggio inferiore al minimo richiesto per il superamento della prova. Le dichiarazioni acquisite dalle persone informate sui fatti e dai dirigenti dell’azienda ospedaliera preposti all’indizione del concorso, che hanno fornito ampia collaborazione agli inquirenti, hanno dato conferma delle modalità “anomale” con cui è stato svolto l’iter di selezione.

 

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